La Via degli Dei: da Bologna a Firenze a piedi

Non ti affrettare, il buon camminatore arriva.
Invito dei faraoni egizi

Senza fretta e apprezzando ogni passo, ogni cambio di paesaggio, ogni incontro: è cosí il modo più bello di percorrere la famosa Via degli Dei.

Ci troviamo al cospetto di un percorso che, a differenza del famoso cammino di Santiago, non ha connotazioni religiose, bensí grande importanza storica.

Originariamente battuto dagli Etruschi per spostarsi tra Fiesole e Felsina con l’intento di sviluppare il proprio dominio verso la Pianura Padana, e ripreso in epoche successive dai Romani, i quali, sentendo il bisogno di costruire un collegamento tra Arezzo e Roma, crearono una strada transappenninica sui resti del precedente tracciato etrusco, ossia la famosa via Flaminia Militare, visibile ancora oggi in alcuni tratti del percoso.

Ripristinato alla fine degli anni ’80, questo sentiero si sviluppa tra prati, boschi e dislivelli a tratti anche impegnativi, regalando panorami a dir poco mozzafiato.

La Via degli Dei è oggi una delle principali attrattive dell’Appennino Tosco-Emiliano ed è percorsa ogni anno da moltissimi appasionati di trekking e di mountain bike.

Se originariamente era nato come collegamento da Bologna fino a Fiesole, è oggi possibile proseguire oltre e arrivare direttamente a Firenze, con un percorso lungo 130 km circa che non presenta particolari difficoltà, se non distanze e dislivelli che richiedono un pò di allenamento per essere percorsi.

 

Quali difficoltà si incontrano?

Via degli DeiPartiamo sottolineando come si tratti di un percorso di circa 130 km di difficoltà E (ossia escursionistica) e a tratti T (ossia turistica), ma non per questo va sottovalutato.

Innanzitutto bisogna tenere conto che i dislivelli in salita da percorrere si aggirano intorno ai 600/700 metri, con l’eccezione di un paio di tappe in cui vi ritroverete a salire anche di 1000 metri. Dico questo non per spaventarvi, in quanto sono percorribili senza bisogno di particolari doti atletiche, ma per sottolineare l’importanza di camminare al proprio passo, senza farsi prendere dalla smania di arrivare prima, e per avvisarvi che ci saranno sicuramente dei momenti in cui vi chiederete “Ma chi me l’ha fatto fare?”, salvo poi trovarvi di fronte a paesaggi cosí belli da ripagare tutta la fatica appena fatta.

 

La leggenda e le origini del nome

Questo percorso prende il nome di Via degli Dei in seguito ai nomi dei monti e delle località che attraversa: a partire dal Monte Adone, passando per Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere e Monte Luario ( da Lua, dea romana dell’espiazione).

Via degli DeiGli anziani dell’alto Mugello si divertivano a raccontare una storia degna dei migliori film horror. Si narra infatti che sul crinale tra le vallate della Sieve e del Santerno, sorgeva un’osteria che ai viandanti stanchi ed affaticati appariva come un’agognato punto di ristoro al termine di una faticosa giornata di cammino. Ciò che succedeva all’interno dell’osteria era però tale da far rimpiangere ai pellegrini di essersi fermati proprio qui. La notte difatti capitava che alcuni di questi venissero uccisi e le loro carni usate per preparare le vivande dei commensali per il giorno successivo.

Ormai nell’area del Mugello è una storia che fa sorridere, ma ancora oggi il luogo in cui si suppone si trovasse questa locanda, prende il nome di Passo dell’Osteria Bruciata e sulle guide viene spiegato che l’albergo venne incendiato in quanto sede di malfattori.

 

In quante tappe si può percorrere la Via degli Dei?

L’intero percorso da Bologna a Firenze è lungo quasi 130 km e si può suddividere in 4, 5 o 6 tappe se lo si percorre a piedi, oppure in 2 o 3 in mountain bike.

A meno che non siate veramente dei camminatori provetti, il mio consiglio è quello di cercare di percorrerlo in 5 giorni di modo che, pur mantenendo un buon ritmo, possiate trovare il tempo e le forze di ammirare i meravigliosi panorami naturali che incontrerete lungo il cammino.

Riassumendo:

  • in 4 giorni, vi ritroverete a percorrere anche più di 30 km al giorno, quindi all’incirca sulle 10 ore di cammino. Sicuramente serve un ottimo allenamento per tentare questa impresa ed è molto importante tenere conto delle ore di luce a disposizione, soprattutto in autunno;
  • in 5 giorni, pur richiedendo un buon allenamento, risulta sicuramente più fattibile in quanto si percorrono in media 25 km al giorno per circa 7/8 ore di cammino. Anche cosí le salite non mancano e certe volte sembrano infinite, ma si ha anche il tempo di stendersi su un prato a mangiare e riposarsi, oltre che fermarsi ad ammirare i paesaggi e fare qualche foto;
  • in 6 giorni, ideale per chi è meno allenato o desidera viversela con ritmi decisamente più rilassati, in quanto si camminerebbe intorno alle 5/6 ore al giorno, avendo cosí il tempo di riposarsi e mangiare con calma.

Come accennato in precedenza, per percorrere la Via degli Dei non serve essere atleti professionisti ma, al tempo stesso, è bene stare attenti a non prenderla sotto gamba. I dislivelli da percorrere sono comunque marcati, soprattutto in alcuni tratti, per cui una buona preparazione fisica e qualche piccolo accorgimento saranno davvero di grande aiuto per arrivare in fondo a questo trekking.

 

Descrizione del percorso tappa per tappa

Personalmente ho deciso di percorrere la Via degli Dei in 5 giorni e, nonostante alcuni momenti di stanchezza e aver più volte messo in dubbio la mia sanità mentale per aver deciso di mettermi in cammino, a conti fatti posso dire di essere davvero soddisfatta di come ho suddiviso le tappe.

In ogni caso esistono moltissime guide, ciascuna che propone la propria suddivisione, e decidere quale sia la migliore è davvero difficile. Il mio consiglio è quello di non farsi prendere dall’ansia di prenotare tutti i pernottamenti prima di partire, ma di decidere giorno per giorno in base a come ci si sente durante il cammino.

Non starò a descrivere le tappe passo per passo in quanto è già possibile reperire moltissime guide ben dettagliate, ma mi limiterò a dare le distanze approssimative e descrivere le mie impressioni ed eventuali difficoltà che si potrebbero incontrare lungo il percorso.

 

Giorno 1 – da Bologna a Brento

Circa 28 km

Difficoltà: media (difficile nell’ultimo tratto)

Dislivello (circa): 710 m in salita e 300 m in discesa

Via degli Dei

Ve lo dico subito: per me il primo giorno è stato uno dei più duri!

La partenza ufficiale della Via degli Dei si trova in piazza Maggiore a Bologna, ma potete anche semplicemente partire a piedi dal luogo in cui avete pernottato (ammesso ovviamente che non si trovi troppo lontano dall’inizio del tracciato) e incrociare il percorso dove vi viene più comodo.

Vi ritroverete quasi subito a camminare sotto il portico di San Luca, il più lungo al mondo con i suoi 3.796 m di lunghezza e le 666 arcate, un vero gioiello architettonico che vi lascerà ammaliati e leggermente frustrati (in preda all’entusiasmo della partenza, percorrere questa serie infinita di arcate mi dava l’impressione di essere sempre ferma nello stesso punto, quando invece non vedevo l’ora di lasciarmi Bologna alle spalle!). Non fatevi però spaventare, in quanto ben presto vi ritroverete all’omonimo santuario mariano, dal quale ammirare il panorama circostante e proseguire inoltrandovi nella natura.

Il primo tratto di percorso risulta molto piacevole e facilmente percorribile senza troppa fatica.

Fate attenzione a portare con voi acqua in abbondanza in quanto tra il Santuario di San Luca e i Prati di Mugnano non troverete fontanelle o sorgenti. Nella zona di Vizzano però potreste incontrare una gentile signora che abita proprio lungo la strada che, se ne avete bisogno, vi venderà un pò d’acqua per riempire le borracce ed un caffè.

Molti viandanti scelgono di terminare questa prima tappa a Badolo, ma essendo ancora in forze, ho preferito proseguire fino al paese successivo, ossia Brento.

Arriverete ad un bivio al quale potrete decidere se proseguire lungo la strada asfaltata, accorciando il percorso di 2 km e diminuendo il dislivello di circa 150 m, saltando il Monte Adone e andando diretti a Brento, oppure se prendere il sentiero inizialmente in discesa sulla destra e affrontare la scalata.

Monte Adone
La cima del Monte Adone

Sul Monte Adone devo soffermarmi in quanto non è da prendere alla leggera. Sicuramente vale la pena fare la deviazione e il panorama che si gode dalla cima ripaga di tutta la fatica fatta, ma si tratta anche del tratto più faticoso e credo più ripido di tutta la Via degli Dei. Io non ero preparata a trovarmi di fronte ad una salita simile e devo ammettere di aver faticato non poco per raggiungere la vetta (tralasciando la litania di imprecazioni che mi sono sfuggite durante la scalata!). Detto questo, non lasciatevi spaventare dalla fatica, affrontatelo con molta calma e soprattutto dosando bene le energie.

Tra Badolo e Brento potete altrimenti trovare un paio di Bed and Breakfast nel caso in cui non ve la sentiate di affrontare la scalata al Monte Adone al termine del primo giorno e decidiate di rimandarla alla mattina successiva.

 

 

Giorno 2 – da Brento a Madonna dei Fornelli

Circa 24 km

Difficoltà: media

Dislivello (circa): 700 m in salita e 400 m in discesa

Via degli Dei

La prima tratta di questo secondo giorno di percorso si sviluppa in gran parte lungo la strada asfaltata e per questo risulta un pò meno suggestiva rispetto al resto del trekking.

La prima occasione di fare provviste e incontrare una fontana è Monzuno, dove vi consiglio vivamente di pensare bene a cosa può servirvi perchè fino a Madonna dei Fornelli non incontrerete altri centri abitati!

Da Monzuno la Via degli Dei prosegue inoltrandosi nella natura, dapprima in decisa salita, poi attraverso alcuni prati in pendenza, un meraviglioso castagneto che termina al limitare del bosco, che attraverserete nuovamente in salita fino a sbucare in una piana e rientrare nuovamente nel bosco, questa volta in discesa.

Via degli DeiVi ritroverete dunque in un largo sentiero pianeggiante che conduce fino a Le Croci, dove è possibile trovare una fontana (dove conviene riempire per bene le borracce in quanto non se ne incontreranno altre fino a Madonna dei Fornelli) e dei piccoli chalet in cui pernottare. Le Croci è un antico borgo a 860 m di quota, dove in passato si trovava la dogana tra lo Stato della Chiesa e il Granducato di Toscana.

Lungo quest’ultima tratta vi ritroverete a camminare lungo dei meravigliosi campi coltivati che vi accompagneranno fino a Madonna dei Fornelli.

 

Giorno 3 – da Madonna dei Fornelli a Monte di Fò

Circa 18 km

Difficoltà: media

Dislivello (circa): 560 m in salita e 450 m in discesa

Via degli Dei

Per questa terza tappa della Via degli Dei è assolutamente indispensabile comprare le provviste per il pranzo a Madonna dei Fornelli in uno dei due alimentari che si trovano in prossimità della piazzetta centrale, in quanto non incontrerete nessun punto di ristoro fino al termine della giornata.

Anche se freschi di colazione e pieni di energie, vi consiglio di affrontare la salita iniziale con passo lento in quanto piuttosto lunga. Arrivati in cima incontrerete una fontana e delle panche in legno dove riposarvi e bere un pò d’acqua.

Niente paura però che, nonostante il dislivello, questa è considerata la “tappa defaticante” in quanto più corta rispetto alle altre e priva di reali difficoltà.

Si tratta in un certo senso di una tappa obbligata in quanto non è possibile trovare nessun altro posto per dormire o comprare da mangiare per molti altri chilometri superato Monte di Fò.

Via Flaminia MilitareQui camminerete a tratti lungo l’antica via Flaminia Militare, attraverserete una splendida faggeta e salirete sulla sommità del Monte dei Cucchi, fino a raggiungere i 1.120 m di quota. Da qui il sentiero riprende in discesa e poi in piano, facendovi passare attraverso due paletti in cemento che segnano il confine tra l’Emilia Romagna e la Toscana.

L’ingresso in Toscana regala fin da subito stupendi paesaggi, facendovi sbucare su di un prato verdissimo con vista sul crinale appenninico.

Un pò più avanti volendo si può fare una piccola deviazione per raggiungere una sorgente, l’ultima che incontrerete fino al Passo della Futa, per cui assicuratevi di avere abbastanza acqua con voi.

Il sentiero prosegue prevalentemente nel bosco seguendo la via Flaminia Militare fino al Passo della Futa, dove sbucherete proprio di fronte al cimitero militare germanico. Da qui si prosegue per un tratto lungo la strada provinciale per poi reimmettersi sul sentiero fino a Monte di Fò, dove sarà possibile pernottare nel camping o nell’albergo che si trova poco più avanti sulla strada per Santa Lucia.

Se decidete di pernottare da Gualtieri a Santa Lucia, per evitare il mattino dopo di percorrere inutilmente 3 km lungo la statale per recuperare il sentiero della Via degli Dei, è stato istituito un servizio bus apposito che passa alle 7.30 e alle 9 e vi porta fino in località l’Apparita, fermandosi proprio di fronte all’imboccatura del sentiero.

 

Giorno 4 – da Monte di Fò a Tagliaferro

Circa 29 km

Difficoltà: media

Dislivello (circa): 410 m in salita e 900 m in discesa

Via degli Dei

In realtà la maggior parte dei viandanti termina la quarta tappa della Via degli Dei a San Piero a Sieve, l’unico paese un pò più grande che si incontra in questo trekking. Io, essendo ancora le 4 del pomeriggio e dopo essermi ripresa con una buona merenda, ho deciso di proseguire (non senza fatica) per altri 7 km fino al borgo di Tagliaferro, di modo da accorciare la tappa del giorno dopo. A Tagliaferro, l’unica possibilità di pernottamento è il B&B Elisir Toscana, per cui, se decidete di allungare anche voi la tratta, vi consiglio vivamente di telefonare prima di lasciare San Piero a Sieve per assicurarvi che ci sia posto.

Per questa quarta tappa è necessario farsi preparare il pranzo al sacco dalla struttura di cui siete ospiti, oltre che assicurarvi di avere acqua in abbondanza, in quanto non incontrerete nulla fino a San Piero a Sieve, a meno che non abbiate voglia di fare una deviazione a metà percorso e raggiungere il paese di Sant’Agata.

Via degli DeiIl primo tratto di sentiero si snoda prevalentemente nel bosco, prestando attenzione oltre Monte Gazzaro a imboccare il sentiero 50A + 50 (ben segnalato) per l’Osteria Bruciata, esiste difatti un altro sentiero che passa più in alto e decisamente più difficile da percorrere (con discese ripide a tratti provviste di funi in acciaio per aiutarsi) ma che non fa parte della Via degli Dei e che dunque sconsiglio. In questa zona incontrerete anche un cartello che indica la presenza di una sorgente, sulla quale però consiglio di non fare affidamento in quanto la disponibilità d’acqua è spesso scarsa.

Da qui il percorso procede prevalentemente in discesa ed infine in pianura costeggiando la strada asfaltata fino a San Piero a Sieve.

Se, come me, decidete di proseguire oltre, vi consiglio di prendervi il tempo di riposarvi prima di proseguire, in quanto per arrivare fino a Tagliaferro sono necessarie altre 2 ore circa di cammino, dapprima in decisa salita, per poi passare ad un tratto pianeggiante dal quale è possibile ammirare la meravigliosa vista sulla campagna toscana.

 

Giorno 5 – da Tagliaferro a Firenze

Circa 30 km

Difficoltà: media

Dislivello (circa): 860 m in salita e 1200 m in discesa

Via degli Dei

Non so se per la stanchezza accumulata nei giorni precedenti, per la lunghezza della tappa o per la semplice smania di arrivare, ma quest’ultimo giorno si è rivelato essere in assoluto uno dei più faticosi di tutta la Via degli Dei. Di per sè fortunatamente non presenta particolari difficoltà, ma il tragitto è estremamente lungo, tanto che molti viandanti scelgono di suddividere in due quest’ultima tappa fermandosi a Vetta Le Croci, oppure accorciarla terminando il percorso a Fiesole.

In uno slancio di ottimismo e testardaggine ho scelto di proseguire fino a Firenze, ma non nascondo che l’ultimo tratto passata Fiesole mi sono un pò trascinata e avevo allucinazioni di una bella doccia calda e un letto comodo!

Passati oltre il borgo di Tagliaferro, la strada conduce nel bosco e prosegue in salita fino a farvi percorrere ben 500 m di dislivello. Affrontatela con molta calma e vedrete che arriverete in cima senza troppi patimenti.

Via degli DeiGiungerete dunque a Monte Senario, dove si trova l’omonimo santuario in posizione panoramica, uno dei più importanti della Toscana, e dove è possibile trovare una fontanella.

Da qui si prosegue inizialmente in ripida discesa, che si fa via via meno pronunciata, fino a entrare nel comune di Fiesole (ma non cominciate a cantar vittoria, il paese vero e proprio è ancora lontano!). In località Olmo è possibile trovare ristoro ed essendo l’ultimo giorno, mi sono concessa una sosta in pizzeria per pranzo, dove ho anche ricaricato la borraccia, in quanto non si trovano altre sorgenti fino a Fiesole!

Da qui si passa attraverso meravigliosi prati e si incomincia a vedere Firenze in fondo alla vallata. La strada però è ancora lunga e prosegue in un continuo sali-scendi ancora per diversi chilometri!

Una volta giunti a Fiesole è possibile scegliere se entrare nel paese e fermarsi qui, oppure passare esternamente e continuare a seguire le indicazioni della Via degli Dei, che vi faranno rientrare nel bosco fino a sbucare alle porte di Firenze.

 

Consigli utili

  • Un pò di allenamento è necessario prima di lanciarsi in questa impresa, in quanto i chilometri da percorrere sono tanti e i dislivelli marcati.
  • Consiglio di partire con due paia di scarpe, magari un paio più indicato per il trekking e un altro paio di scarpe da ginnastica con cui fare cambio almeno la sera o quando i piedi vi faranno troppo male. In entrambi i casi assicuratevi che siano il più comode possibile.
  • Non dimenticate i cerotti! Percorrendo tutti quei chilometri non è raro che si formino vesciche ed irritazioni sui piedi. I cerotti a lunga tenuta e i cerotti per le vesciche potrebbero diventare i vostri migliori amici! Portatene in abbondanza e non abbiate paura ad usarli!
  • Non sottovalutate il potere di un buon plantare ammortizzato! Ormai ne vendono di ogni genere e non costano neppure troppo!
  • Avere scorte d’acqua a sufficienza è di fondamentale importanza. Consiglierei di avere sempre con voi circa 1 litro di acqua a testa. Scegliete voi se portarvi dietro le classiche bottigliette in plastica da ricaricare ogni volta che incontrate una fontanella oppure optare per una borraccia.
  • I bastoncini da trekking sono l’invenzione più meravigliosa di questo mondo! Io ne avevo un paio leggero e ripiegabile che mi ha permesso di affrontare le salite e le discese più ripide limitando la sofferenza delle gambe e delle ginocchia e scaricando parte del peso sulle braccia.
  • Assicuratevi di avere un buono zaino, anche quelli di Dechatlon sono ottimi ma fate attenzione a scegliere la misura più adatta per voi. Se viaggiate senza tenda, uno zaino da 20 o 30 litri dovrebbe essere più che sufficiente.
  • Mantenete lo zaino il più leggero possibile! L’ideale sarebbe mantenerlo entro e non oltre i 5-6 kg. Per quanto possa sembrare leggero mentre lo preparate a casa, vi posso assicurare che non mancheranno i momenti in cui desidererete non averlo!
  • Per alleggerire lo zaino l’abbigliamento in tessuto tecnico è l’ideale! Occupa poco spazio, pesa poco e si asciuga in un attimo, permettendovi di lavare i vestiti la sera, trovandoli asciutti al mattino, di modo da non dover portare troppi cambi.
  • Assicuratevi di portare con voi un k-way o una mantella impermeabile in caso si mettesse a piovere.
  • Gran parte del percorso si svolge all’ombra degli alberi, ma un cappello con visiera o un paio di occhiali possono sempre tornare utili.
  • Non abbiate fretta! Dosate le forze e mantenete un ritmo che vi permetta di camminare a lungo senza sforzare troppo i muscoli. Fregatevene se anche la gente vi supera, vi troverete a superarli voi magari più avanti quando si fermeranno a riposare e, a fine giornata, vi ritroverete tutti a pernottare sempre nella stessa zona! Non è una gara a chi arriva prima, ma un’occasione di socializzare, fare un’esperienza diversa e immergersi nella natura!

 

Quando percorrere la Via degli Dei?

Via degli Dei

Il periodo migliore per percorrere la Via degli Dei è indubbiamente la primavera, quando le temperature si fanno più miti e le ore di luce più abbondanti.

In estate è meno battuta a causa delle temperature troppo elevate.

Da fine agosto in poi, quando la calura estiva comincia a dare un pò di tregua, il percorso si rianima e permette di essere percorso per tutto ottobre e novembre, tenendo però conto delle giornate che si accorciano e prestando attenzione alle condizioni meteo.

 

Traccia GPS, guida e mappa cartacea

Via degli DeiEsistono numerose guide stampate e siti internet (tra cui il sito ufficiale della Via degli Dei, che però non mi è piaciuto particolarmente) da cui è possibile raccogliere informazioni sul percorso.

Io mi sono trovata piuttosto bene con la “Guida alla Via deli Dei, Da Bologna a Firenze e ritorno” di Simone Frignani. Suddivide il trekking in 6 tappe e ne da una descrizione estremamente dettagliata passo passo. Contiene inoltre utili informazioni circa le possibilità di pernottamento e ristorazione, le distanze ed i dislivelli, oltre che curiosità storiche e culturali sui luoghi che si attraversano. L’ho trovata solamente un pò carente circa la capacità di dare un’idea di cosa aspettarsi realmente da ogni tappa, soprattutto in relazione ai punti più faticosi del percorso.

La guida appena vista contiene le mappe di tutti i percorsi, ma sono poco dettagliate. Tutto il percorso è molto ben segnalato e probabilmente è possibile percorrerlo senza grossi problemi anche senza avere a disposizione indicazioni cartacee, ma una mappa dettagliata della zona potrebbe comunque essere interessante averla. (Io ne ho fatto tranquillamente a meno, ma in alcuni momenti mi avrebbe fatto piacere averla).

Ormai esistono moltissime applicazioni per il cellulare che permettono di visualizzare la traccia GPS dell’intero percorso. Se vi interessa averla, potete scaricarla qui dal sito di Movimento Lento.

 

Utilizza il box qui a destra per controllare le offerte di Booking sui pernottamenti!

11 Comments

  1. Da quando ho scoperto l’esistenza di questo cammino mi sono sempre detta:”un giorno lo farò”. Sinceramente pensavo fosse più corto e più semplice quindi nel tuo articolo mi sono stupida più e più volte. Davvero utilissimo il tuo racconto dettagliato, davvero una guida da salvare tra i preferiti e spulciare per le prossime vacanze. Credevo durasse meno e che non ci fosse possibilità di dormire nei paesi ma solo in tenda. Ci farò sicuramente un pensiero per la prossima primavera <3

    1. Guarda è lunghetto e da non sottovalutare, ma al tempo stesso non serve essere dei super atleti. Basta avere tanta pazienza e riuscire a trovare un ritmo che non ti faccia arrivare a fine giornata troppo devastato! E soprattutto scarpe comode e zaino leggero!

  2. Un post incredibilmente ricco di informazioni
    😍😍😍 Ma che bello!!!sto cercando tutti i cammini possibili da fare in Italia e non potevo trovare qualcosa di più esaustivo!!! Devono essere esperienze uniche e incredibili!!! Poi il contatto con la natura passo dopo passo riempie davvero l’anima
    😍😍😍😍

  3. Amo follemente questo post!! L’ho letto tutto e l’ho salvato tra i preferiti perché il prossimo anno, cascasse il mondo, voglio fare la Via degli Dei anche io! Già l’avevo in progetto per quest’anno, ma mi è saltata! Capisco che ogni tanto tu abbia messo in discussione la tua decisione, ma hai fatto un’esperienza davvero unica!

  4. Complimenti, post davvero utile e dettagliato! Grazie a te ho scoperto un nuovo itinerario, chissà, magari potrebbe essere un allenatore per “Il Cammino” che resta un mio sogno…Anche perché ho ripreso da poco a camminare sui sentieri liguri e di allenamento ne ho molto bisogno!

    1. Sicuramente non è un trekking semplice, ma con un pò di allenamento di fa! Calcola che da quanto ho capito il cammino di Santiago è molto più lungo ma al tempo stesso ha meno dislivelli, questo invece è più simile a certi sentieri liguri tutti sali e scendi.

  5. Che paesaggi stupendi lungo questo percorso, mi ispira un sacco! I tuoi consigli sono davvero utili, soprattutto per chi come me non è esperto di cammini… grazie!

  6. Non conoscevo questo percorso, spesso si vanno a cercare viaggi e cammini esotici, ma quasi sempre la vera bellezza è nella semplicità di ciò che abbiamo vicino a casa, nel nostro sempre troppo vituperato bel paese. Complimenti !

  7. Gran bel cammino! Faticoso ma bello. Come al solito articoli scritti in modo esaustivo e interessante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.