Dodici giorni, un viaggio attraverso il Vietnam da nord a sud e la sensazione, una volta tornata a casa, di aver visto tantissimo ma di aver lasciato ancora molto da scoprire. A gennaio 2026 ho attraversato il Paese partendo da Hanoi, passando per le montagne di Ha Giang, la spettacolare Baia di Ha Long e le città del Vietnam centrale, fino a raggiungere Ho Chi Minh City e il Delta del Mekong.
È stato un viaggio intenso, a tratti persino troppo. Ho scoperto città in cui mi sarei fermata volentieri qualche giorno in più, paesaggi molto diversi tra loro, una cucina straordinaria e un traffico apparentemente senza regole, dove migliaia di motorini sembrano trovare sempre il modo di passare. Ho incontrato persone accoglienti e vissuto esperienze bellissime, ma anche visitato luoghi che, pur meritando la loro fama, mi hanno lasciata con qualche perplessità.
In questo articolo ti racconto il mio itinerario di 12 giorni in Vietnam da nord a sud, con le tappe, le esperienze che consiglio, gli spostamenti e qualche suggerimento per organizzare un viaggio simile. Troverai anche le mie considerazioni su quanto tempo dedicare alle diverse destinazioni e su cosa cambierei, con il senno di poi, per godermi il Vietnam con un po’ più di calma.
- Itinerario Vietnam di 12 giorni: tutte le tappe da nord a sud
- Il mio viaggio in Vietnam da nord a sud: cosa ho visto
- Hanoi: alla scoperta della capitale vietnamita
- Hoang Su Phi: trekking e villaggi tra le montagne del Vietnam del Nord
- Baia di Ha Long: paesaggi spettacolari e turismo di massa
- Da Nang: le Montagne di Marmo tra grotte e templi buddhisti
- Hoi An: la città delle lanterne e i villaggi nei dintorni
- Hue: alla scoperta dell'antica capitale imperiale del Vietnam
- Ho Chi Minh City: tra storia, mercati e il caos di Saigon
- Delta del Mekong: tra canali, villaggi e vita sul fiume
- Quanti giorni servono per visitare il Vietnam da nord a sud?
- Come organizzare un viaggio in Vietnam: fai da te o tour operator locale?
- Come spostarsi in Vietnam da nord a sud
- Quanto costa un viaggio in Vietnam di 12 giorni?
- Quando andare in Vietnam: com'è viaggiare a gennaio?
Itinerario Vietnam di 12 giorni: tutte le tappe da nord a sud
Il mio viaggio in Vietnam è iniziato ad Hanoi e si è concluso a Ho Chi Minh City, attraversando tre regioni molto diverse tra loro. In mezzo, le montagne di Hoang Su Phi, la Baia di Ha Long, le città storiche del Vietnam centrale e i paesaggi del Delta del Mekong.
Per coprire distanze così grandi in dodici giorni, gli spostamenti sono stati organizzati principalmente con minivan privato e due voli interni, da Hanoi a Da Nang e da Hue a Ho Chi Minh City. Una soluzione che ha permesso di concentrare molte visite in poco tempo, anche se diverse giornate sono state inevitabilmente dedicate, almeno in parte, ai trasferimenti.
Queste sono le tappe del mio itinerario, con una distribuzione indicativa delle giornate. La successione delle destinazioni è quella del viaggio, mentre i tempi possono essere adattati in base agli orari dei voli e alle attività prenotate.
| Giorni | Destinazione | Visite ed esperienze principali |
|---|---|---|
| 1–2 | Hanoi | Quartiere Vecchio, Tempio della Letteratura, Mausoleo di Ho Chi Minh, lago Hoan Kiem, Train Street e street food |
| 3–4 | Hoang Su Phi, Ha Giang | Panhou Retreat, trekking tra le montagne, villaggi delle comunità locali e pernottamento in homestay |
| 5 | Rientro verso Hanoi | Trasferimento dalle montagne e prosecuzione dell’itinerario |
| 6 | Baia di Ha Long | Crociera tra i faraglioni, escursioni nella baia e cena nella Dragon Pearl Cave |
| 7 | Da Nang e Hoi An | Volo interno, Montagne di Marmo e arrivo a Hoi An |
| 8 | Hoi An | Centro storico, villaggi artigianali, barche a cesto e cooking class |
| 9 | Hue | Città Imperiale, Tomba di Tu Duc, Pagoda di Thien Mu e villaggio degli incensi |
| 10 | Ho Chi Minh City | Volo interno verso il Vietnam del Sud |
| 11 | Delta del Mekong | Escursione a Cai Be, navigazione tra i canali e visita della campagna |
| 12 | Ho Chi Minh City | Visita della città, Museo dei Resti della Guerra e conclusione del viaggio |
L’itinerario alterna città, siti storici e ambienti naturali, ma non è un viaggio particolarmente rilassante. Alcuni trasferimenti, soprattutto quelli per raggiungere le montagne di Ha Giang, richiedono parecchie ore, e spesso si cambia sistemazione dopo una sola notte.
Personalmente, se dovessi tornare in Vietnam, aggiungerei almeno tre o quattro giorni per fermarmi più a lungo nelle montagne del Nord, a Hoi An e a Ho Chi Minh City. Sono le destinazioni che avrei voluto esplorare con maggiore calma.
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Viaggio in Vietnam →Detto questo, il percorso mi ha permesso di scoprire quanto possa cambiare il Vietnam da una regione all’altra: dal traffico incessante di Hanoi ai piccoli villaggi di montagna, dalle architetture imperiali di Hue ai canali del Mekong. Nelle prossime sezioni ti racconto ciascuna tappa, con quello che ho visitato, le esperienze che consiglio e qualche considerazione personale per aiutarti a organizzare il tuo viaggio.
Il mio viaggio in Vietnam da nord a sud: cosa ho visto
Ti racconto tutte le tappe del mio viaggio in Vietnam, da nord a sud del paese.
Hanoi: alla scoperta della capitale vietnamita
Hanoi è stata la prima tappa del mio viaggio in Vietnam e una delle città che mi hanno incuriosita di più. Caotica, rumorosa, piena di motorini che sembrano spuntare da ogni direzione, ma anche ricca di storia, templi e angoli in cui la vita quotidiana scorre a ritmi completamente diversi.
Una delle prime cose che colpiscono è proprio il traffico. Attraversare la strada può sembrare un’impresa impossibile, almeno all’inizio, ma dopo un po’ si comincia a capire come muoversi in mezzo a questo flusso continuo di scooter, automobili e pedoni. È uno degli aspetti più caratteristici della città e, per quanto possa risultare disorientante, contribuisce alla sua atmosfera.
Durante i due giorni trascorsi ad Hanoi ho avuto modo di visitarne alcuni dei luoghi più rappresentativi:
- Il Tempio della Letteratura, uno dei complessi storici più importanti della capitale, fondato nel 1070 e legato alla tradizione confuciana e alla formazione degli studiosi.
- Il Mausoleo di Ho Chi Minh, nell’ampia piazza Ba Dinh, un luogo fondamentale per comprendere la storia moderna del Vietnam e il ruolo del suo leader più conosciuto.
- Il lago Hoan Kiem, nel cuore della città, particolarmente piacevole per passeggiare e osservare la vita quotidiana.
- Il Quartiere Vecchio, un intreccio di stradine, botteghe, mercati e locali dove fermarsi a mangiare qualcosa.
E proprio il cibo è uno dei motivi per cui Hanoi mi è rimasta impressa. Lo street food vietnamita è qualcosa che vale davvero la pena provare: piccoli locali affacciati sulla strada, tavolini bassissimi, persone sedute sui tipici sgabelli di plastica e piatti preparati al momento. È un modo semplice e piacevole per avvicinarsi alla cucina locale, che si è rivelata una delle sorprese più belle dell’intero viaggio.
Tra le esperienze da considerare c’è anche lo spettacolo delle tradizionali marionette sull’acqua, una forma di teatro popolare vietnamita in cui le figure vengono manovrate su un palcoscenico allagato, accompagnate da musica e racconti della tradizione.
Hanoi non è una città da visitare soltanto passando da un monumento all’altro. Secondo me, buona parte del suo fascino sta proprio nelle strade, nei mercati, nelle persone e in quel continuo movimento che inizialmente può sembrare travolgente.
Quanti giorni dedicare ad Hanoi? Due giorni permettono di visitarne le principali attrazioni e iniziare a conoscere la città. Avendo più tempo, però, aggiungerei una giornata per esplorare qualche quartiere senza un programma preciso, concedendomi più soste nei mercati e nei locali tradizionali.
Per quanto riguarda il pernottamento, il Quartiere Vecchio e la zona del lago Hoan Kiem sono ottime basi per una prima visita: permettono di raggiungere facilmente molti luoghi d’interesse, ristoranti e locali.
Io ho dormito al Bespoke Trendy Hotel Hanoi, in una zona sicura, a due passi da Train Street, con nelle vicinanze una farmacia H24, street food e negozi di ogni genere. Bello l’hotel, colazione meravigliosa, e ottima posizione per visitare la città.
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Da Hanoi il mio itinerario è proseguito verso nord, in direzione di Hoang Su Phi, nella provincia di Ha Giang. Un cambiamento di paesaggio e atmosfera radicale, dalle strade affollate della capitale alle montagne e ai villaggi rurali del Vietnam settentrionale.
Hoang Su Phi: trekking e villaggi tra le montagne del Vietnam del Nord
Lasciata Hanoi, il viaggio è proseguito verso Hoang Su Phi, nella provincia di Ha Giang, una regione montuosa del Vietnam settentrionale, non lontana dal confine con la Cina. È stata una delle tappe che ho apprezzato di più e, se dovessi organizzare nuovamente questo itinerario, sarebbe sicuramente una di quelle a cui dedicherei almeno un giorno in più.
Per raggiungere Hoang Su Phi da Hanoi bisogna mettere in conto diverse ore di viaggio su strada, ma il paesaggio cambia progressivamente: il traffico cittadino lascia spazio alle montagne, alle coltivazioni di tè, ai piccoli villaggi e alle risaie terrazzate che hanno reso famosa questa zona.
Una precisazione importante: Hoang Su Phi non va confusa con il celebre Ha Giang Loop, l’itinerario in moto che attraversa altre aree della provincia. È una destinazione meno conosciuta dal turismo internazionale, particolarmente interessante per chi ama camminare, scoprire la vita rurale e trascorrere qualche giorno nella natura.
La mia prima sistemazione è stata il Panhou Retreat, un eco-resort immerso nella vegetazione, lontano dai centri abitati più grandi. Una struttura molto particolare, con bungalow circondati dal verde e una bella area benessere, dove ho avuto modo di concedermi anche un trattamento rilassante alle erbe.
Del Panhou mi sono piaciuti soprattutto la tranquillità, il contesto naturale e il legame con le comunità locali. Non è però una struttura che consiglierei indistintamente a tutti: si trova in una zona piuttosto isolata e, se non si è interessati alle attività nella natura, dopo un paio di notti si potrebbe iniziare a sentire la mancanza di qualcosa da fare.
Se vuoi approfondire, ne ho parlato nel mio articolo dedicato al Panhou Retreat di Hoang Su Phi, dove racconto più nel dettaglio il soggiorno, i servizi e gli aspetti che mi hanno convinta di più e di meno.
Il momento più interessante di questa tappa è stato però il trekking tra le montagne di Ha Giang. Abbiamo camminato per circa quattro ore lungo sentieri sterrati, attraversando zone coltivate, piantagioni di tè e piccoli villaggi abitati anche dalle comunità Dao Rossi e Hmong.
A gennaio le risaie non si presentano con il verde intenso delle fotografie scattate durante la stagione delle piogge, né con i colori dorati che precedono il raccolto. Il paesaggio è diverso, ma le montagne conservano un fascino notevole anche in questo periodo.
Il trekking non è stato troppo impegnativo, anche se alcuni tratti in salita hanno messo in difficoltà alcuni compagni di viaggio meno abituati alle escursioni in montagna. Niente di impossibile, ma sicuramente non lo definirei una semplice passeggiata panoramica: servono scarpe adeguate e un minimo di abitudine a camminare.
Durante l’escursione abbiamo raggiunto il villaggio di Giang Ha, dove abbiamo trascorso la notte in una homestay tradizionale, ospiti di una famiglia locale. Una sistemazione semplice, con servizi essenziali e comfort ben diversi da quelli di un hotel, ma che permette di conoscere un aspetto della vita quotidiana difficilmente accessibile soggiornando soltanto nelle strutture turistiche.
La cena condivisa con la famiglia, i piatti preparati in casa e la possibilità di trascorrere qualche ora nel villaggio sono stati tra i ricordi più belli di questa parte del viaggio.
Naturalmente è un’esperienza da affrontare con rispetto: non si tratta di un’attrazione costruita per i visitatori, ma di abitazioni e comunità che hanno le proprie abitudini. Affidarsi a una guida locale, oltre a facilitare il trekking, aiuta a comunicare con gli abitanti e a comprendere meglio il contesto.
Quanti giorni dedicare a Hoang Su Phi? Nel mio itinerario questa zona ha occupato circa tre giorni, considerando anche i lunghi trasferimenti da e verso Hanoi. Personalmente, ne prevederei almeno quattro per dedicare più tempo alle escursioni, ai villaggi e al relax.
Se ami la montagna e vuoi conoscere un Vietnam diverso dalle città e dalle località più frequentate, Hoang Su Phi è una destinazione che prenderei seriamente in considerazione, anche a costo di rinunciare a qualche altra tappa.
Per quanto riguarda l’organizzazione, raggiungere la zona e muoversi tra i villaggi richiede un po’ più di pianificazione rispetto alle destinazioni turistiche più conosciute. Nel mio caso trasferimenti, trekking e pernottamento in homestay erano stati organizzati da Travel Sense Asia, tour operator locale in Vietnam. È una delle parti del viaggio in cui ho apprezzato maggiormente il supporto di un operatore locale.
Per dormire, il Panhou Retreat è un’ottima base per esplorare i dintorni e concedersi qualche momento di tranquillità. In alternativa, si possono cercare piccole homestay nelle comunità locali, verificando però attentamente posizione, servizi disponibili e possibilità di organizzare i trasferimenti.
Baia di Ha Long: paesaggi spettacolari e turismo di massa
La Baia di Ha Long (Ha Long Bay) è probabilmente uno dei luoghi più conosciuti del Vietnam. Situata nel Golfo del Tonchino, a circa 160 km da Hanoi, è famosa per le migliaia di isole e formazioni rocciose calcaree che emergono dall’acqua, creando un paesaggio davvero particolare. Dal 1994 è riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità UNESCO ed è una delle destinazioni più visitate del Paese.
Dopo le montagne di Hoang Su Phi, ho raggiunto la baia per un’escursione in giornata organizzata con partenza da Hanoi. Il programma prevedeva una navigazione tra i faraglioni, alcune soste nei punti più conosciuti e una cena decisamente insolita, all’interno di una grotta.
Dal punto di vista naturalistico, Ha Long Bay è bellissima. Le enormi pareti rocciose che spuntano dall’acqua, le piccole baie nascoste e il susseguirsi delle isole rendono la navigazione affascinante. È uno di quei paesaggi che avevo visto tante volte in fotografia e che, dal vivo, conservano comunque la capacità di stupire.
Eppure, devo ammettere che questa è stata anche una delle tappe che mi hanno lasciata più perplessa.
Il problema non è certo il paesaggio, ma la quantità di turisti e il modo in cui vengono organizzate molte escursioni. La baia è attraversata continuamente da grandi imbarcazioni, le soste sono spesso affollate e le attività seguono programmi piuttosto rigidi. In alcuni momenti ho avuto la sensazione di trovarmi all’interno di un circuito turistico molto strutturato, con poco spazio per la spontaneità e per apprezzare davvero l’ambiente circostante.
Durante la navigazione abbiamo raggiunto anche Luon Cave, una piccola laguna racchiusa tra alte pareti calcaree, accessibile attraverso un passaggio nella roccia. È una delle escursioni più conosciute della baia, così come la vicina isola di Ti Top, dove si trovano una spiaggia e un punto panoramico.
Uno dei momenti più particolari della giornata è stata invece la cena nella Dragon Pearl Cave, una grotta naturale trasformata in un suggestivo spazio per eventi. Tra le pareti rocciose illuminate e le proiezioni luminose, abbiamo cenato assistendo a uno spettacolo. Un’esperienza sicuramente fuori dal comune, anche se molto diversa dall’idea di una visita naturalistica alla baia.
Vale la pena visitare Ha Long Bay?
È una domanda a cui, dopo questa esperienza, non darei una risposta categorica.
Da una parte, il paesaggio è straordinario e capisco perfettamente perché la Baia di Ha Long sia considerata una delle principali attrazioni del Vietnam. Dall’altra, il turismo di massa ha un impatto evidente sull’esperienza, soprattutto durante le escursioni che concentrano numerose imbarcazioni e visitatori negli stessi luoghi.
Se stai organizzando un itinerario di 12 giorni in Vietnam, considera anche che visitare Ha Long Bay da Hanoi richiede praticamente un’intera giornata, tra trasferimenti, navigazione e rientro. Nel mio caso è stata una giornata particolarmente lunga, conclusa con il ritorno ad Hanoi dopo cena.
Con il senno di poi, non sono sicura che rifarei esattamente la stessa escursione. Forse valuterei un itinerario meno frequentato nella zona, oppure utilizzerei quel tempo per approfondire altre destinazioni del Vietnam del Nord. Non significa che ti sconsigli di visitarla: semplicemente, credo sia importante sapere cosa aspettarsi e scegliere con attenzione il tipo di esperienza.
Chi desidera trascorrere più tempo sull’acqua può valutare una crociera con pernottamento, mentre chi dispone di una sola giornata può scegliere un tour da Hanoi, come ho fatto io. In entrambi i casi, prima di prenotare controllerei il percorso, le soste previste e le dimensioni dell’imbarcazione, anziché basarmi soltanto sulle fotografie promozionali.
Per approfondire le diverse possibilità, i collegamenti da Hanoi e le alternative alle escursioni più turistiche, puoi leggere il mio articolo dedicato a come visitare la Baia di Ha Long, dove racconto nel dettaglio la mia esperienza e le opzioni per organizzare la visita.
Terminata questa tappa, il viaggio è proseguito verso il Vietnam centrale. Da Hanoi ho preso il primo dei due voli interni dell’itinerario, diretto a Da Nang, punto di partenza per raggiungere Hoi An e visitare alcune delle località più interessanti di questa parte del Paese.
Da Nang: le Montagne di Marmo tra grotte e templi buddhisti
Dopo il volo interno da Hanoi a Da Nang, il mio viaggio è proseguito nel Vietnam centrale, una regione conosciuta per le città storiche, le spiagge e i numerosi luoghi di culto. Da Nang è stata soprattutto una tappa di passaggio verso Hoi An, ma lungo il percorso ho visitato uno dei siti più particolari della zona: le Montagne di Marmo, conosciute in vietnamita come Ngu Hanh Son.
Si tratta di cinque colline calcaree che si innalzano dalla pianura costiera, a pochi chilometri dal centro di Da Nang. Ognuna prende il nome da uno dei cinque elementi della tradizione orientale: acqua, fuoco, terra, legno e metallo.
La più conosciuta e visitata è Thuy Son, la Montagna dell’Acqua, che ospita un complesso di grotte, pagode, statue buddhiste e piccoli santuari. Per raggiungerli bisogna salire lungo scalinate scavate nella roccia, attraversando passaggi che si aprono improvvisamente su cortili e terrazze panoramiche.
La particolarità delle Montagne di Marmo è proprio l’alternanza tra ambienti naturali e luoghi di culto. Alcune grotte custodiscono altari e statue del Buddha, mentre in altre la luce penetra dalle aperture nella roccia, illuminando gli spazi interni. Tra le più conosciute ci sono la grotta di Huyen Khong e quella di Hoa Nghiem. Lungo il percorso si incontrano anche la pagoda Linh Ung e la pagoda Tam Thai, entrambe inserite in un contesto naturale molto suggestivo.
È una visita interessante anche per chi non è particolarmente appassionato di templi: le formazioni rocciose, i passaggi all’interno delle montagne e i panorami sulla costa rendono questo luogo diverso dalle altre attrazioni incontrate durante il viaggio.
Per visitare le Montagne di Marmo consiglio di prevedere almeno un paio d’ore e indossare scarpe comode, perché alcuni gradini sono ripidi e possono essere scivolosi, soprattutto dopo la pioggia. È disponibile anche un ascensore per raggiungere una parte del complesso, ma per esplorare le grotte e i diversi punti panoramici bisogna comunque affrontare alcune scalinate.
Nei dintorni si trova anche il villaggio artigianale di Non Nuoc, tradizionalmente legato alla lavorazione della pietra e alla realizzazione di sculture. È una sosta da considerare se si vuole conoscere un altro aspetto della cultura locale.
Non mi sono fermata a dormire a Da Nang, perché il programma prevedeva di raggiungere Hoi An. È una soluzione pratica per chi, come me, sta seguendo un itinerario piuttosto serrato: le Montagne di Marmo si trovano infatti lungo il tragitto tra le due città.
Da Nang, però, può meritare un soggiorno più lungo se si hanno giorni a disposizione. Oltre ai templi, offre spiagge come My Khe, mercati, ristoranti e la possibilità di esplorare la penisola di Son Tra.
Nel mio caso ho preferito proseguire direttamente verso Hoi An, una delle città che ho amato di più durante il viaggio in Vietnam e dove, con il senno di poi, mi sarei fermata volentieri almeno un giorno in più.
Hoi An: la città delle lanterne e i villaggi nei dintorni
Se dovessi scegliere una delle città in cui tornare durante un prossimo viaggio in Vietnam, Hoi An sarebbe sicuramente tra le prime. È una località molto turistica, inutile negarlo, ma ha un fascino particolare, soprattutto la sera, quando le lanterne colorate si accendono e si riflettono sulle acque del fiume Thu Bon. Mi è piaciuta davvero tanto e avrei voluto fermarmi almeno un giorno in più, per godermela con maggiore calma.
Il cuore della città è il centro storico di Hoi An, Patrimonio UNESCO dal 1999, un antico porto commerciale dove, nei secoli, si sono incontrate influenze vietnamite, cinesi, giapponesi ed europee. Oggi si passeggia tra case dalle facciate gialle, edifici storici, templi, botteghe artigiane e negozietti che vendono un po’ di tutto, dai souvenir agli abiti realizzati su misura.
Tra i luoghi più conosciuti ci sono il Ponte Coperto Giapponese, le antiche case dei mercanti e le sale delle congregazioni cinesi, come quella del Fujian, riccamente decorata. Vale la pena entrare in alcuni di questi edifici per conoscere la storia della città, ma anche semplicemente per osservare i cortili, gli arredi e i dettagli architettonici.
La parte più suggestiva, almeno per me, è quella lungo il fiume. Al tramonto Hoi An cambia aspetto: le luci cominciano ad accendersi, le strade si riempiono di persone e le piccole imbarcazioni illuminate dalle lanterne percorrono il Thu Bon. L’atmosfera è bellissima, anche se bisogna mettere in conto parecchia confusione.
Del resto, Hoi An è una delle destinazioni più visitate del Vietnam e il turismo ha inevitabilmente trasformato il centro storico. Ci sono negozi, ristoranti e attività pensate quasi esclusivamente per i visitatori, ma questo, secondo me, non basta a toglierle il suo fascino. Basta allontanarsi dalle strade più affollate o passeggiare nelle prime ore della giornata per scoprirne un lato più tranquillo.
Cosa fare nei dintorni di Hoi An: villaggi artigianali e barche a cesto
Una delle cose che ho apprezzato del soggiorno a Hoi An è stata la possibilità di uscire dal centro storico e visitare alcuni villaggi nei dintorni.
Tra questi c’è Kim Bong, sulla sponda opposta del fiume Thu Bon, conosciuto per la tradizione della lavorazione del legno. Qui gli artigiani realizzano mobili, decorazioni e sculture utilizzando tecniche tramandate nel tempo. È una visita interessante per conoscere una delle attività che hanno contribuito alla storia commerciale della zona.
Un’altra esperienza caratteristica è quella delle barche a cesto di Cam Thanh, chiamate thung chai. Si tratta di piccole imbarcazioni rotonde, tradizionalmente utilizzate dai pescatori vietnamiti, con cui si naviga lungo i canali della foresta di palme da cocco di Bay Mau.
Oggi il giro sulle barche a cesto è diventato un’attività molto popolare tra i turisti e alcuni barcaioli si esibiscono facendo ruotare velocemente le imbarcazioni sull’acqua. Al di là dell’aspetto più spettacolare, è curioso osservare come queste piccole barche vengano manovrate tra i canali e la vegetazione.
Durante la visita nei dintorni di Hoi An ho avuto modo anche di concedermi un massaggio ai piedi con erbe medicinali e di partecipare a una cooking class, un’altra attività che consiglio di prendere in considerazione.
La cucina vietnamita è stata una delle grandi protagoniste del mio viaggio e preparare alcuni piatti tradizionali è un modo divertente per conoscerne ingredienti, tecniche e abbinamenti. Se ti piace cucinare, una lezione pratica può essere una bella alternativa alle visite più classiche, oltre a darti qualche idea da portare a casa.
Per organizzare queste esperienze si possono prenotare escursioni che combinano la visita ai villaggi, il giro sulle barche a cesto e una lezione di cucina, oppure scegliere le singole attività in base ai propri interessi.
Quanti giorni fermarsi a Hoi An e dove dormire
Nel mio itinerario il tempo a disposizione per Hoi An è stato decisamente poco, soprattutto considerando le attività organizzate nei dintorni. È una delle tappe in cui ho sentito maggiormente il peso di un programma così intenso.
Ti consiglierei di trascorrere almeno due giorni pieni a Hoi An, meglio ancora tre se vuoi esplorare anche i villaggi, partecipare a una cooking class e dedicare qualche ora alle spiagge della zona, come An Bang.
Per dormire puoi scegliere una struttura vicino al centro storico, comoda per uscire a piedi la sera, oppure una sistemazione leggermente più distante, magari con giardino e piscina, per trovare un ambiente più tranquillo.
Io ho soggiornato al Little Gem Hoi An Boutique Hotel & Spa, una soluzione che sicuramente consiglio per chi cerca un hotel confortevole senza allontanarsi troppo dalle principali attrazioni. Il centro cittadino si trova a soli 10 minuti a piedi dall’hotel.
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Hoi An è una città che si presta bene anche a essere esplorata senza programmi troppo rigidi: passeggiare, fermarsi a bere qualcosa, curiosare tra le botteghe e assaggiare le specialità locali sono attività che meritano tempo tanto quanto i monumenti.
Dal centro del Vietnam il mio viaggio è poi proseguito verso Hue, l’antica capitale imperiale, una destinazione completamente diversa da Hoi An, dove a essere protagonista è soprattutto la storia del Paese.
Hue: alla scoperta dell’antica capitale imperiale del Vietnam
Dopo Hoi An, il mio viaggio è proseguito verso Hue, l’antica capitale imperiale del Vietnam, una città affacciata sul Fiume dei Profumi, che per oltre un secolo è stata il centro politico e culturale del Paese. Dal 1802 al 1945, infatti, Hue fu la sede della dinastia Nguyen, l’ultima dinastia imperiale vietnamita.
Rispetto a Hoi An, qui l’atmosfera cambia completamente. Non sono le lanterne e le botteghe artigiane a richiamare i visitatori, ma soprattutto i grandi complessi monumentali, le pagode e le tombe degli imperatori. È una tappa che consiglio di inserire in un itinerario da nord a sud, soprattutto se vuoi conoscere qualcosa in più della storia vietnamita.
La Città Imperiale di Hue
La visita più importante è senza dubbio quella alla Cittadella Imperiale, parte del complesso monumentale di Hue riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità nel 1993.
Circondata da mura e fossati, la cittadella ospitava il centro del potere imperiale, con palazzi, cortili, templi e residenze riservate alla famiglia reale. Al suo interno si trovava anche la Città Proibita Purpurea, alla quale potevano accedere soltanto l’imperatore e poche altre persone autorizzate.
L’ingresso principale è la monumentale Porta Ngo Mon, che conduce verso gli edifici cerimoniali. Da qui si attraversano gli spazi che un tempo ospitavano la corte, osservando ciò che rimane di un complesso molto più esteso.
Purtroppo, numerosi edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati durante le guerre che hanno interessato il Vietnam, in particolare durante la battaglia di Hue del 1968. Negli ultimi decenni sono stati avviati importanti interventi di restauro, ma alcune aree conservano ancora i segni delle distruzioni.
Per comprendere davvero la funzione dei diversi edifici, secondo me è utile visitare la Città Imperiale con una guida. Il complesso è grande e non sempre è immediato capire come fossero organizzati gli spazi e quale ruolo avessero nella vita della corte.
La Tomba di Tu Duc e la Pagoda di Thien Mu
Un’altra visita interessante nei dintorni di Hue è la Tomba dell’imperatore Tu Duc, uno dei mausolei imperiali più conosciuti della zona.
Non bisogna immaginarla come una semplice sepoltura: si tratta di un vasto complesso immerso nel verde, con padiglioni, cortili, templi e un lago artificiale. L’imperatore Tu Duc utilizzava questo luogo anche come residenza per dedicarsi alla poesia, alla lettura e al riposo, quando era ancora in vita.
Passeggiare tra gli edifici e i giardini permette di scoprire un aspetto diverso dell’architettura imperiale rispetto alla cittadella, con un rapporto molto più stretto tra costruzioni e paesaggio.
Durante la giornata ho visitato anche la Pagoda di Thien Mu, uno dei simboli di Hue, situata su una collina lungo il Fiume dei Profumi. La sua caratteristica torre a sette piani, chiamata Phuoc Duyen, è tra le immagini più riconoscibili della città.
La pagoda è tuttora un luogo di culto buddhista e merita una sosta sia per la sua importanza religiosa sia per la posizione panoramica sul fiume.
L’ultima visita è stata quella a un laboratorio nel villaggio degli incensi di Thuy Xuan, dove si possono osservare le tecniche tradizionali di produzione dei bastoncini utilizzati nei templi e nelle cerimonie religiose. I mazzi di incenso colorato, disposti ad asciugare, rendono questo luogo particolarmente fotografato. Oggi le botteghe si rivolgono anche ai turisti, ma la lavorazione artigianale rimane interessante da conoscere.
Quanti giorni dedicare a Hue e dove dormire
Nel mio itinerario ho avuto a disposizione una giornata per visitare le principali attrazioni di Hue. Con un programma ben organizzato è possibile vedere la Città Imperiale, una delle tombe degli imperatori e la Pagoda di Thien Mu, ma si tratta di una giornata piuttosto piena.
Se ti interessano la storia e l’architettura, ti consiglierei almeno due giorni a Hue. In questo modo potrai dedicare più tempo alla cittadella, visitare altre tombe imperiali e passeggiare lungo il Fiume dei Profumi senza dover correre da un monumento all’altro.
Per il pernottamento puoi scegliere la zona centrale sulla sponda meridionale del fiume, dove si concentrano numerosi hotel, ristoranti e locali. Io ho soggiornato al Rosaleen Boutique Hotel, una sistemazione comoda per esplorare la città. Si trova proprio nel centro dell’area pedonale, attorniato da locali e negozi.
Una cosa da considerare è che alcune strade del centro, soprattutto quelle frequentate dai turisti, possono essere piuttosto animate la sera. Se cerchi tranquillità, meglio controllare con attenzione la posizione dell’hotel prima di prenotare.
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Hue è stata l’ultima tappa del mio viaggio nel Vietnam centrale. Da qui ho preso il secondo volo interno, diretto a Ho Chi Minh City, per scoprire il Sud del Paese: un’altra grande città, un altro tipo di atmosfera e una parte della storia vietnamita decisamente più recente.
Ho Chi Minh City: tra storia, mercati e il caos di Saigon
Dopo il volo interno da Hue, sono arrivata a Ho Chi Minh City, l’ex Saigon, la città più popolosa del Vietnam e una delle tappe che avrei voluto approfondire maggiormente. Rispetto ad Hanoi, ho trovato un’atmosfera diversa: una metropoli moderna, frenetica, dove i grattacieli convivono con gli edifici coloniali, i mercati tradizionali e le piccole attività che occupano ogni angolo delle strade.
Il traffico è impressionante anche qui. Motorini ovunque, clacson, incroci affollati e un movimento continuo che sembra non fermarsi mai. Eppure, è proprio questa energia ad avermi incuriosita. Ho Chi Minh City non è una città che conquista necessariamente al primo sguardo, ma secondo me merita di essere esplorata oltre le attrazioni più famose.
Il centro, in particolare il Distretto 1, conserva diversi edifici risalenti al periodo coloniale francese, tra cui il Teatro dell’Opera, il Palazzo delle Poste Centrali e la Cattedrale di Notre-Dame, quest’ultima interessata da importanti lavori di restauro negli ultimi anni. Poco distante si incontrano palazzi moderni, grandi alberghi e vie commerciali che raccontano il rapido sviluppo economico della città.
Tra i luoghi più conosciuti c’è anche il Ben Thanh Market, un grande mercato coperto dove si trova praticamente di tutto: abbigliamento, souvenir, spezie, caffè, prodotti alimentari e numerose bancarelle di street food. È una tappa molto frequentata dai turisti, con prezzi spesso da contrattare, ma interessante anche soltanto per curiosare tra i banchi e osservare il viavai di persone.
Il Museo dei Resti della Guerra: una visita che consiglio
Uno dei luoghi più importanti che ho visitato a Ho Chi Minh City è stato il Museo dei Resti della Guerra (War Remnants Museum), dedicato alla guerra del Vietnam e alle sue conseguenze sulla popolazione.
Non è una visita leggera. Attraverso fotografie, documenti, testimonianze e oggetti originali, il museo racconta alcuni degli episodi più drammatici del conflitto, compresi i bombardamenti, gli effetti dell’Agente Arancio e le sofferenze dei civili.
Le immagini possono essere particolarmente forti, ma credo che visitare questo museo sia importante per comprendere una parte fondamentale della storia recente del Paese. Il racconto è presentato prevalentemente dalla prospettiva vietnamita, un aspetto da tenere presente e che può essere approfondito attraverso altre fonti storiche.
Ti consiglio di dedicargli almeno un paio d’ore, senza inserirlo tra troppe altre visite. È uno di quei luoghi che richiedono tempo anche per riflettere su ciò che si è appena visto.
Street food e vita serale a Ho Chi Minh City
Un altro motivo per cui mi sarebbe piaciuto trascorrere più tempo a Ho Chi Minh City è la sua gastronomia. Come nel resto del Vietnam, mangiare nei mercati e nei piccoli locali è una delle esperienze da non perdere.
Durante il soggiorno ho cenato in un mercato dello street food, tra bancarelle che preparavano piatti al momento, tavolini condivisi e profumi che arrivavano da ogni parte. Qui si possono assaggiare specialità come il banh xeo, una sottile crêpe croccante a base di farina di riso, generalmente farcita con gamberi, carne, germogli di soia ed erbe aromatiche, oltre a numerosi piatti di noodles e altre preparazioni tipiche del Vietnam meridionale.
La sera, soprattutto nelle zone centrali, la città continua a essere molto animata. Una passeggiata lungo Nguyen Hue Walking Street, l’ampio viale pedonale del Distretto 1, permette di osservare un altro lato della vita cittadina, tra famiglie, gruppi di amici, artisti di strada e locali. Chi ama i panorami urbani può anche valutare uno dei tanti rooftop bar affacciati sullo skyline di Saigon.
Quanti giorni dedicare a Ho Chi Minh City e dove dormire
Nel mio itinerario ho avuto relativamente poco tempo per visitare Ho Chi Minh City, anche perché una giornata è stata dedicata all’escursione nel Delta del Mekong.
Personalmente, prevederei almeno due giorni pieni per la città, meglio tre se vuoi visitare i musei, esplorare i diversi quartieri e concederti un po’ di tempo per scoprire la cucina locale. È una destinazione che spesso viene considerata soltanto come punto di arrivo o partenza per i voli internazionali, ma secondo me merita qualcosa di più.
Per dormire, il Distretto 1 è una delle zone più comode per una prima visita, grazie alla vicinanza a numerose attrazioni, ristoranti e servizi. Io ho soggiornato al Winsuites Saigon Hotel, una struttura centrale che permette di raggiungere a piedi diversi luoghi d’interesse. Anche qui si possono trovare diversi negozi fuori dall’hotel, e anche due mercati, uno giornaliero, e poco più distante il celebrete mercato di Ben Nghe dedicato allo street food, ottimo per passarsi una serata all’insegna del buon cibo.
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Se stai organizzando un viaggio in Vietnam da nord a sud, ti suggerisco di non sottovalutare questa tappa. Ho Chi Minh City è molto diversa dalle città del Nord e del Centro, e proprio per questo contribuisce a completare il quadro di un Paese che cambia continuamente, non soltanto nei paesaggi ma anche nei ritmi e nelle abitudini quotidiane.
Da qui sono partita per l’ultima escursione del mio itinerario: il Delta del Mekong, dove il traffico e i grattacieli lasciano spazio a fiumi, canali, villaggi e campagne tropicali.
Delta del Mekong: tra canali, villaggi e vita sul fiume
L’ultima escursione del mio itinerario in Vietnam mi ha portata nel Delta del Mekong, una delle regioni più suggestive del Paese. Dopo il traffico e i grattacieli di Ho Chi Minh City, ritrovarmi a navigare tra piccoli canali, palme da cocco e case affacciate sull’acqua è stato un bel cambiamento.
Il Mekong è uno dei grandi fiumi dell’Asia e, prima di sfociare nel Mar Cinese Meridionale, si divide in una fitta rete di corsi d’acqua che attraversano le pianure del Vietnam meridionale. Qui il fiume ha un ruolo fondamentale nella vita quotidiana: viene utilizzato per trasportare merci e persone, irrigare i campi e sostenere numerose attività agricole e artigianali.
Per questa escursione ho raggiunto Cai Be, nella provincia di Tien Giang, a circa due ore e mezza o tre di strada da Ho Chi Minh City, a seconda del traffico. È una delle località da cui partire per esplorare questa parte del delta, anche con una semplice gita in giornata.
Navigare tra i canali del Mekong
Una delle esperienze che mi sono piaciute di più è stata la navigazione a bordo delle piccole imbarcazioni tradizionali in legno.
Lungo i canali si incontrano abitazioni, piccoli pontili, imbarcazioni utilizzate per il lavoro e una vegetazione rigogliosa che in alcuni tratti arriva quasi a chiudersi sopra l’acqua. È un paesaggio molto diverso da quelli incontrati nelle altre tappe del viaggio, e proprio per questo l’ho trovato particolarmente affascinante.
La zona di Cai Be è conosciuta anche per il suo passato legato al commercio fluviale e ai mercati galleggianti. È bene sapere, però, che queste attività sono cambiate molto negli ultimi anni e che non bisogna aspettarsi necessariamente le grandi concentrazioni di barche cariche di frutta e verdura che si vedono nelle fotografie più famose del Delta del Mekong.
Il bello di questa escursione, almeno per me, è stato soprattutto osservare come la vita quotidiana sia ancora profondamente legata al fiume, anche al di fuori delle attività organizzate per i turisti.
I villaggi artigianali e la campagna di Cai Be
Durante la giornata ho visitato anche alcuni piccoli laboratori artigianali, dove vengono realizzati prodotti alimentari e oggetti utilizzando le risorse della regione.
Tra le lavorazioni più caratteristiche ci sono quelle delle caramelle al cocco, preparate con latte di cocco e zucchero, e delle sottili sfoglie di riso che vengono lasciate asciugare su grandi graticci prima di essere utilizzate in diverse ricette vietnamite.
Ho trovato interessante anche la lavorazione dei giacinti d’acqua, piante acquatiche le cui fibre, una volta essiccate, vengono intrecciate per creare borse, cestini e altri oggetti. È un’attività che racconta bene quanto le risorse naturali del delta siano presenti anche nell’artigianato locale.
Un’altra esperienza piacevole è stata la passeggiata in bicicletta lungo le stradine di campagna, tra piccoli villaggi, giardini tropicali e coltivazioni. Qui il paesaggio cambia ancora: ci si allontana dai canali principali e si attraversano zone rurali dove le case si alternano a frutteti e orti.
Il programma comprendeva anche alcune soste per conoscere le produzioni locali e assaggiare specialità della regione. Tra queste, un tè al miele e altre preparazioni tradizionali, accompagnate dalle spiegazioni sulle tecniche utilizzate.
Per pranzo ci siamo fermati al Mekong Lodge, una struttura immersa nel verde sull’isola di An Binh, nella zona di Cai Be. Il ristorante propone piatti della cucina vietnamita meridionale, con ingredienti e preparazioni legati alla tradizione gastronomica del delta.
Anche in questa occasione il cibo è stato uno degli aspetti più piacevoli dell’esperienza. La cucina vietnamita mi ha conquistata durante tutto il viaggio e nel Delta del Mekong ho ritrovato quella varietà di erbe aromatiche, verdure fresche e sapori che avevo imparato ad apprezzare fin dai primi giorni.
Delta del Mekong in giornata o con pernottamento?
Nel mio caso, l’escursione nel Delta del Mekong è durata una giornata, con partenza e rientro a Ho Chi Minh City. È una soluzione comoda se hai poco tempo e vuoi conoscere almeno una parte della regione senza cambiare nuovamente hotel.
Bisogna però considerare che i trasferimenti occupano diverse ore e che il delta è molto più esteso della sola area di Cai Be.
Se hai due o tre giorni a disposizione, valuterei seriamente di fermarmi almeno una notte. Potresti dormire in una struttura immersa nella campagna, esplorare i canali con maggiore calma e raggiungere altre località, come Can Tho, famosa per il mercato galleggiante di Cai Rang.
Per un soggiorno nella zona di Cai Be, il Mekong Lodge è una delle strutture da prendere in considerazione, soprattutto se cerchi una sistemazione circondata dalla vegetazione e vuoi organizzare escursioni nei dintorni.
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Personalmente, il Delta del Mekong è stata una delle tappe che mi hanno lasciato un ricordo più piacevole. Non tanto per una singola attrazione, quanto per l’insieme del paesaggio, delle navigazioni e delle visite nei villaggi. È una regione che mi piacerebbe conoscere meglio, magari fermandomi qualche giorno e spostandomi tra località diverse.
Con il rientro a Ho Chi Minh City si è concluso il mio itinerario attraverso il Vietnam. Dodici giorni in cui ho visitato luoghi molto differenti, dalle montagne settentrionali alle città imperiali, fino ai paesaggi tropicali del Sud.
Un viaggio che mi ha dato una bella panoramica del Paese, ma che mi ha anche fatto capire quanto sia importante scegliere con attenzione le tappe e, soprattutto, i tempi da dedicare a ciascuna.
Quanti giorni servono per visitare il Vietnam da nord a sud?
Il Vietnam è un Paese molto più esteso di quanto si possa immaginare guardandolo sulla cartina. Da Hanoi a Ho Chi Minh City ci sono oltre 1.600 km su strada e, se all’itinerario si aggiungono le montagne del Nord, le città del Centro e qualche escursione, le distanze aumentano rapidamente.
Dodici giorni sono sufficienti per attraversare il Vietnam da nord a sud? Sì, ma bisogna accettare qualche compromesso. Il mio viaggio ne è la dimostrazione: sono riuscita a visitare molte delle destinazioni che desideravo conoscere, ma il programma era davvero intenso, con diversi trasferimenti lunghi e poco tempo libero.
C’è anche una differenza importante tra dodici giorni effettivi in Vietnam e dodici giorni di vacanza che comprendono i voli internazionali. Nel secondo caso, il tempo a disposizione per le visite si riduce ulteriormente.
Ecco come valuterei le diverse durate, sulla base della mia esperienza.
| Durata | Cosa consiglio |
|---|---|
| 10 giorni | Concentrarsi su una o due regioni, per esempio Nord e Centro, evitando di attraversare tutto il Paese troppo rapidamente. |
| 12 giorni | È possibile organizzare un itinerario da nord a sud, utilizzando voli interni e selezionando attentamente le tappe. Il ritmo sarà piuttosto serrato. |
| 14–16 giorni | Secondo me il compromesso migliore per un primo viaggio completo, con qualche notte in più nelle destinazioni principali. |
| 18–21 giorni | Una durata ideale per esplorare le tre regioni con maggiore calma, aggiungere escursioni e concedersi anche giornate senza programmi. |
Naturalmente non esiste una durata giusta per tutti. Dipende dagli interessi, dal periodo dell’anno, dal budget e soprattutto dal modo in cui si preferisce viaggiare. C’è chi ama cambiare località ogni giorno e chi preferisce fermarsi più a lungo per conoscere meglio un posto.
Cosa cambierei del mio itinerario di 12 giorni?
Se dovessi rifare questo viaggio, aggiungerei almeno tre o quattro giorni, senza necessariamente inserire nuove destinazioni.
In particolare, mi sarebbe piaciuto:
- Fermarmi un giorno in più a Hoang Su Phi, per fare un’altra escursione tra le montagne e conoscere meglio i villaggi della zona.
- Dedicare almeno un’altra giornata a Hoi An, una città che ho trovato bellissima, nonostante il turismo, e che avrei voluto esplorare senza fretta.
- Trascorrere più tempo a Ho Chi Minh City, per scoprire altri quartieri, mercati e locali, oltre alle attrazioni storiche più conosciute.
Valuterei anche una diversa organizzazione della visita alla Baia di Ha Long. Come ho raccontato, il paesaggio è spettacolare, ma il turismo di massa ha condizionato parecchio la mia esperienza. Con pochi giorni a disposizione, potrei prendere in considerazione un’escursione in una zona meno frequentata oppure scegliere di dedicare quel tempo ad altre destinazioni. Non la eliminerei però automaticamente dall’itinerario: è una scelta che dipende molto da ciò che si desidera vedere.
Non rinuncerei invece alle montagne di Ha Giang per recuperare tempo. Sono state una delle parti più belle del viaggio e, secondo me, meritano lo sforzo necessario per raggiungerle.
Meglio visitare tutto il Vietnam o concentrarsi su una sola regione?
Se hai soltanto 10 giorni, personalmente ti consiglierei di valutare un itinerario più circoscritto. Il Vietnam del Nord, per esempio, offre già moltissime possibilità tra Hanoi, le montagne di Ha Giang, Ninh Binh e la Baia di Ha Long. Anche il Centro, con Hoi An, Hue e Da Nang, può essere abbinato a un soggiorno nel Nord senza dover raggiungere necessariamente Ho Chi Minh City.
Con due settimane, invece, attraversare il Paese diventa più ragionevole, soprattutto utilizzando uno o due voli interni per evitare lunghi trasferimenti via terra.
Il mio consiglio è di non valutare un itinerario soltanto in base al numero di tappe che riesci a inserire. Considera anche quante ore passerai in viaggio, quante volte dovrai cambiare hotel e quanto tempo rimarrà per goderti davvero le destinazioni.
Io sono contenta di aver visto così tanto durante il mio primo viaggio in Vietnam, ma se tornassi sceglierei un ritmo diverso. Perché alcuni dei ricordi più belli non sono legati a monumenti o attrazioni particolari, ma ai momenti trascorsi nei villaggi, ai pasti nei piccoli locali e alle passeggiate senza una meta precisa. Ed è proprio per esperienze come queste che vale la pena lasciare un po’ di spazio nell’itinerario.
Come organizzare un viaggio in Vietnam: fai da te o tour operator locale?
Il Vietnam si presta bene sia a un viaggio organizzato in autonomia sia a un itinerario costruito con l’aiuto di un tour operator locale. Le principali destinazioni turistiche sono collegate da voli interni, treni e autobus, le strutture ricettive non mancano e molte escursioni si possono prenotare direttamente sul posto oppure online.
La scelta dipende soprattutto dal tempo a disposizione, dalle destinazioni che vuoi raggiungere e da quanto desideri occuparti personalmente dell’organizzazione. Per un itinerario di 12 giorni da nord a sud, con numerose tappe e trasferimenti, affidarsi a un operatore locale può essere particolarmente comodo. Non è però indispensabile, soprattutto se preferisci viaggiare con maggiore libertà e modificare i programmi strada facendo.
La mia esperienza con Travel Sense Asia
Per questo viaggio ho collaborato con Travel Sense Asia, un tour operator locale specializzato nell’organizzazione di itinerari in Vietnam e in altri Paesi del Sud-est asiatico.
Si trattava di un fam trip, un viaggio organizzato nell’ambito di una collaborazione, durante il quale ho potuto conoscere diverse destinazioni e attività proposte dall’operatore. Travel Sense Asia si è occupata praticamente di tutta la logistica: trasferimenti in minivan privato, voli interni, sistemazioni, visite guidate, escursioni e gran parte dei pasti.
Considerando il numero di tappe e il ritmo del programma, è stato un supporto importante. Non abbiamo dovuto preoccuparci di organizzare ogni spostamento, trovare i mezzi per raggiungere le località più isolate o coordinare le visite con gli orari dei trasferimenti.
Ho apprezzato soprattutto la disponibilità e l’organizzazione, in particolare nella zona di Hoang Su Phi, dove muoversi autonomamente tra montagne e villaggi richiede qualche accorgimento in più.
Naturalmente il programma era molto intenso e, come ho già raccontato, avrei preferito avere più tempo in alcune destinazioni. È però una questione che riguarda soprattutto la quantità di tappe inserite nell’itinerario: scegliendo un viaggio su misura in Vietnam, si può prevedere un ritmo diverso, con soggiorni più lunghi nelle località di maggiore interesse.
Per chi desidera visitare il Vietnam senza gestire personalmente prenotazioni, trasferimenti ed escursioni, Travel Sense Asia è un operatore che consiglio di prendere in considerazione, soprattutto per organizzare un viaggio personalizzato.
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Viaggi su misura Vietnam →Nota di trasparenza: ho partecipato al viaggio nell’ambito di una collaborazione con Travel Sense Asia. A prescindere dalla collaborazione, le valutazioni sulle destinazioni e sulle esperienze raccontate in questo articolo riflettono sempre e comunque le mie impressioni personali.
Organizzare il Vietnam in autonomia: quando conviene?
Se preferisci viaggiare in maniera indipendente, organizzare un itinerario in Vietnam è assolutamente possibile. Puoi prenotare i voli interni, scegliere gli hotel attraverso piattaforme come Booking o Agoda e acquistare separatamente le escursioni che ti interessano.
Per le destinazioni più conosciute, come Hanoi, Hoi An, Hue e Ho Chi Minh City, questa soluzione offre parecchia libertà. Puoi decidere quanto fermarti, cambiare programma in base al meteo oppure dedicare una giornata in più a un luogo che ti è piaciuto particolarmente.
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La pianificazione diventa un po’ più impegnativa se vuoi raggiungere zone rurali come Hoang Su Phi, dove collegamenti e infrastrutture turistiche sono meno sviluppati. In questi casi può avere senso organizzare autonomamente il resto del viaggio e affidarsi a una guida o a un operatore locale soltanto per alcune escursioni e trasferimenti.
Non darei per scontato, inoltre, che il fai da te sia sempre la soluzione più economica. Può permettere di risparmiare, soprattutto scegliendo sistemazioni semplici e trasporti pubblici, ma per confrontare correttamente i costi bisogna considerare anche i transfer privati, le guide e le attività comprese nei pacchetti organizzati.
Per un primo viaggio in Vietnam, quindi, entrambe le soluzioni sono valide. Se hai pochi giorni e vuoi visitare molte destinazioni, un tour operator locale può semplificarti parecchio la vita. Se invece hai più tempo e ami organizzare da sola i tuoi spostamenti, il fai da te ti permetterà di costruire un itinerario più flessibile, scegliendo di volta in volta dove fermarti e per quanto tempo.
Come spostarsi in Vietnam da nord a sud
Organizzare gli spostamenti è uno degli aspetti più importanti di un viaggio in Vietnam, soprattutto se, come me, vuoi attraversare il Paese da nord a sud in meno di due settimane. Le distanze sono considerevoli e alcune località, in particolare quelle montane, richiedono parecchie ore di viaggio.
Durante il mio itinerario ho utilizzato principalmente minivan privati e due voli interni, una combinazione che ci ha permesso di raggiungere tutte le tappe previste senza perdere troppo tempo nell’organizzazione dei trasferimenti. Anche così, però, alcune giornate sono state piuttosto faticose.
Il Vietnam offre diverse alternative per muoversi in autonomia: voli nazionali, treni, autobus a lunga percorrenza, transfer privati e servizi di trasporto locali. La scelta dipende dal tempo disponibile, dal budget e dalle destinazioni che vuoi visitare.
Voli interni in Vietnam: quando convengono?
Se hai intenzione di visitare il Vietnam da nord a sud in 12 giorni, i voli interni sono probabilmente la soluzione più pratica per coprire le distanze maggiori.
Nel mio caso ne abbiamo utilizzati due:
- Hanoi – Da Nang, per raggiungere il Vietnam centrale dopo aver visitato il Nord e la Baia di Ha Long.
- Hue – Ho Chi Minh City, per proseguire verso il Sud e concludere il viaggio tra Saigon e il Delta del Mekong.
Entrambe le tratte permettono di evitare lunghi trasferimenti via terra. Bisogna comunque considerare il tempo necessario per raggiungere gli aeroporti, effettuare il check-in, ritirare i bagagli e arrivare alla sistemazione successiva. Anche un volo relativamente breve può quindi occupare diverse ore della giornata.
Tra le compagnie che operano collegamenti nazionali ci sono Vietnam Airlines e Vietjet Air. Prima di prenotare, ti consiglio di confrontare non soltanto il prezzo del biglietto, ma anche gli orari, la franchigia bagaglio e gli eventuali costi aggiuntivi.
Se stai costruendo un itinerario simile al mio, può essere utile cercare anche un volo internazionale con arrivo ad Hanoi e ripartenza da Ho Chi Minh City, evitando così di dover tornare al punto di partenza.
Verifica i voli disponibili sulle tratte per il Vietnam:
Treni e autobus: le alternative per viaggiare in autonomia
Il Vietnam dispone di una linea ferroviaria che collega Hanoi a Ho Chi Minh City, conosciuta come Reunification Express. Il percorso attraversa buona parte del Paese, passando anche per Hue e Da Nang.
Viaggiare in treno può essere un’esperienza interessante, soprattutto per chi ha più tempo a disposizione e vuole osservare il paesaggio lungo il tragitto. Esistono carrozze con posti a sedere e sistemazioni con cuccette per i viaggi notturni.
Una delle tratte più panoramiche è quella tra Da Nang e Hue, che attraversa la zona del passo di Hai Van con viste sulla costa. È un’alternativa da prendere in considerazione se non hai fretta di raggiungere la destinazione successiva.
Gli autobus, compresi i cosiddetti sleeper bus con sedili reclinabili o cuccette, collegano invece numerose città e località turistiche. Sono spesso una soluzione economica, ma sulle lunghe distanze possono risultare meno confortevoli, soprattutto se si viaggia di notte.
Non ho utilizzato personalmente treni o autobus a lunga percorrenza durante questo viaggio, quindi non posso fare un confronto diretto sulla comodità del servizio. Per un itinerario di soli dodici giorni, comunque, sceglierei i voli interni per le tratte più lunghe, riservando treni e autobus a chi dispone di maggiore flessibilità.
Per consultare collegamenti e disponibilità puoi utilizzare il sito ufficiale delle ferrovie vietnamite oppure piattaforme come 12Go, che permettono di confrontare diverse opzioni di trasporto.
Transfer privati e spostamenti nelle zone montane
I trasferimenti in minivan privato sono stati una componente fondamentale del mio viaggio, soprattutto per raggiungere Hoang Su Phi e spostarci tra le diverse località.
Nelle zone montane del Vietnam settentrionale le distanze possono sembrare relativamente brevi sulla cartina, ma le strade tortuose e i percorsi attraverso le montagne allungano sensibilmente i tempi. Da Hanoi a Hoang Su Phi, per esempio, bisogna prevedere buona parte della giornata per il trasferimento.
Avere un autista privato ci ha permesso di raggiungere direttamente le sistemazioni, fermarci lungo il percorso e coordinare più facilmente le visite. È una soluzione particolarmente comoda quando si viaggia in gruppo e si possono dividere i costi.
Naturalmente non è l’unica possibilità. Esistono anche collegamenti in autobus verso diverse località della provincia di Ha Giang, ma per raggiungere villaggi e strutture isolate possono essere necessari ulteriori trasferimenti.
Per chi vuole esplorare queste zone, consiglio di informarsi attentamente sui collegamenti prima della partenza e di valutare una guida o un autista locale, soprattutto se si prevedono trekking e pernottamenti nelle comunità rurali.
Come muoversi nelle città vietnamite
Ad Hanoi e Ho Chi Minh City, oltre a camminare, si possono utilizzare taxi e servizi di trasporto prenotabili tramite applicazione.
Tra le app più diffuse c’è Grab, che permette di richiedere auto e, dove disponibili, mototaxi visualizzando il costo della corsa prima di confermare la prenotazione. È un’opzione comoda per evitare incomprensioni sulle tariffe, specialmente nelle città più grandi.
Nei centri storici di Hoi An e Hue, invece, molte visite si possono organizzare a piedi, eventualmente abbinando taxi o trasferimenti per raggiungere i luoghi più distanti.
Un ultimo consiglio: non sottovalutare mai il tempo degli spostamenti. Durante il mio viaggio ho capito che non basta verificare quanti chilometri separano due destinazioni. Bisogna considerare il traffico, le condizioni delle strade, le soste e il tempo necessario per sistemarsi nel nuovo hotel.
È soprattutto la somma di tutti questi trasferimenti a rendere impegnativo un itinerario di 12 giorni in Vietnam. Pianificarli bene permette di sfruttare meglio il tempo disponibile, ma prevedere qualche giornata meno piena, quando possibile, fa davvero la differenza.
Quanto costa un viaggio in Vietnam di 12 giorni?
Una delle cose piacevoli del Vietnam è che si può viaggiare con budget molto diversi. Mangiare nei piccoli locali e nei mercati costa generalmente poco, si trovano sistemazioni per tutte le tasche e anche molte visite culturali hanno prezzi accessibili. A incidere maggiormente sul costo complessivo sono soprattutto i voli, gli spostamenti tra le diverse regioni e le escursioni organizzate.
Nel mio caso, il viaggio di gennaio 2026 si è svolto nell’ambito di una collaborazione con Travel Sense Asia, che ha coperto gran parte delle spese a terra, comprese sistemazioni, trasferimenti, visite e molti pasti. Non posso quindi indicarti quanto ho speso personalmente come riferimento per organizzare un viaggio simile in autonomia.
Posso però darti un’idea dei costi indicativi per 12 giorni in Vietnam, distinguendo le diverse voci di spesa.
| Voce di spesa | Costo indicativo |
|---|---|
| Volo internazionale A/R dall’Italia | 600–1.000 € |
| Hotel e guesthouse | 15–50 € a notte per camera |
| Pasti e street food | 10–25 € al giorno a persona |
| Voli interni | 30–100 € a tratta |
| Trasporti locali | 5–15 € al giorno |
| Escursioni e ingressi | Molto variabili, in base alle attività |
Si tratta di fasce orientative, non di preventivi o tariffe garantite. I prezzi cambiano in base alla stagione, all’anticipo della prenotazione e al livello di comfort scelto. Per hotel, pasti e trasporti locali, queste cifre sono coerenti con le indicazioni pubblicate da Lonely Planet e dai portali di monitoraggio dei budget di viaggio.
Quanto mettere in budget complessivamente?
Per 12 giorni in Vietnam organizzati in autonomia, indicativamente considererei:
- 1.200–1.600 € a persona per un viaggio attento alle spese, con sistemazioni semplici, cucina locale, mezzi condivisi e alcune escursioni.
- 1.700–2.500 € a persona per un viaggio più confortevole, con buoni hotel, due voli interni, diverse attività organizzate e qualche trasferimento privato.
Queste stime comprendono un’ipotesi di volo internazionale dall’Italia, ma non rappresentano quotazioni verificate per date specifiche. Non includono necessariamente tutte le attività particolari del mio itinerario, come la cena nella grotta di Ha Long Bay, né un minivan privato a disposizione per gran parte del percorso.
Per un tour interamente organizzato e con numerosi servizi privati, come quello che ho seguito io, sarebbe più corretto richiedere un preventivo personalizzato anziché utilizzare queste cifre come riferimento.
Dove si può risparmiare e su cosa spenderei qualcosa in più
Se dovessi organizzare il viaggio in autonomia, risparmierei soprattutto sugli alloggi nelle grandi città e sui pasti, senza però rinunciare a provare la cucina vietnamita. Anzi, lo street food è stato uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente: non serve andare in ristoranti costosi per mangiare bene, e spesso sono proprio i piccoli locali a offrire le esperienze gastronomiche più interessanti.
Investirei invece qualcosa in più nelle escursioni che richiedono un’organizzazione particolare, come i trekking nella zona di Hoang Su Phi, dove una guida locale può fare la differenza sia dal punto di vista pratico sia per conoscere meglio il territorio.
Anche per la Baia di Ha Long sceglierei con attenzione il tour, senza basarmi esclusivamente sul prezzo. Il percorso, le soste e il numero di persone a bordo possono influire parecchio sulla qualità dell’esperienza.
Infine, non cercherei di risparmiare a tutti i costi sugli spostamenti. Con soli dodici giorni a disposizione, un volo interno o un trasferimento ben organizzato può evitare di perdere un’intera giornata su strada. Naturalmente, se hai più tempo e preferisci viaggiare lentamente, treni e autobus possono essere alternative valide e spesso più economiche.
Il mio consiglio è quindi di stabilire prima quali esperienze vuoi assolutamente fare e costruire il budget intorno a quelle, anziché cercare di inserire il maggior numero possibile di tappe spendendo il minimo. In un viaggio così intenso, il tempo a disposizione è una risorsa importante quanto il denaro.
Quando andare in Vietnam: com’è viaggiare a gennaio?
Scegliere il periodo migliore per visitare il Vietnam non è così semplice, soprattutto se si vuole attraversare il Paese da nord a sud. Il clima cambia parecchio tra le diverse regioni: mentre sulle montagne settentrionali può fare freddo, nel Delta del Mekong le temperature rimangono tropicali anche in pieno inverno.
Io ho visitato il Vietnam a gennaio, un mese che può essere una buona scelta per un itinerario come questo, ma che richiede qualche accorgimento, soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento.
Nel Vietnam del Nord, tra Hanoi e le montagne di Ha Giang, gennaio è uno dei mesi più freddi dell’anno. Le temperature possono scendere sensibilmente nelle zone montane, specialmente al mattino e durante la notte. Se hai intenzione di fare trekking a Hoang Su Phi, porta scarpe adeguate, una giacca calda e vestiti da indossare a strati. Considera anche che le famose risaie terrazzate non avranno i colori verdi o dorati che si vedono nelle fotografie scattate in altri periodi.
Anche nella Baia di Ha Long il clima può essere fresco, con giornate nuvolose o nebbiose che modificano parecchio la visibilità dei faraglioni.
Nel Vietnam centrale, tra Da Nang, Hoi An e Hue, le temperature sono generalmente più miti, anche se gennaio può ancora risentire delle piogge della stagione umida, soprattutto nella zona di Hue. Non darei quindi per scontato di trovare sempre giornate calde e soleggiate.
Il Sud è invece la regione che offre normalmente le condizioni più favorevoli in questo periodo. Gennaio rientra nella stagione secca di Ho Chi Minh City e del Delta del Mekong, con temperature elevate e precipitazioni generalmente meno frequenti rispetto ai mesi estivi.
Qual è il periodo migliore per un itinerario da nord a sud?
Se dovessi scegliere quando tornare in Vietnam per un viaggio simile, prenderei in considerazione soprattutto marzo e aprile, quando le temperature nel Nord iniziano a salire e il Vietnam centrale entra generalmente in una fase più favorevole dal punto di vista meteorologico. Nel Sud, invece, può già fare piuttosto caldo.
Non esiste comunque un periodo che garantisca condizioni perfette in tutto il Paese. Se per te la priorità sono i trekking e le risaie terrazzate del Nord, potresti preferire l’autunno, soprattutto tra settembre e ottobre, verificando però le condizioni meteo delle altre regioni. Se invece vuoi privilegiare il Centro e il Sud, i mesi tra gennaio e marzo possono essere un buon compromesso.
Attenzione anche al Tet, il Capodanno lunare vietnamita, che cade tra gennaio e febbraio a seconda dell’anno. È una ricorrenza molto importante, durante la quale aumentano gli spostamenti interni e alcune attività possono chiudere o modificare gli orari. Se viaggi in quel periodo, conviene prenotare con maggiore anticipo.
Per un itinerario di 12 giorni a gennaio, il mio consiglio pratico è di preparare una valigia adatta a climi molto diversi: abbigliamento leggero per il Sud, qualche capo più pesante per Hanoi e soprattutto per le montagne, una giacca impermeabile e scarpe comode per le escursioni.
Prima di partire per il Vietnam
Oltre a scegliere le tappe e organizzare gli spostamenti, ci sono alcuni aspetti pratici da considerare prima della partenza: documenti necessari, assicurazione sanitaria, connessione internet, pagamenti e qualche accorgimento utile per viaggiare senza problemi.
Ho raccolto tutte queste informazioni nella mia guida con i consigli per organizzare un viaggio in Vietnam, che ti suggerisco di leggere prima di partire.




























