Hoi An, la città delle lanterne: cosa vedere e cosa aspettarsi da una città che ti conquista nonostante tutto

Arrivavo da Da Nang, stessa giornata, gambe già stanche. Hoi An la avevo messa in conto come “quella tappa famosa che bisogna vedere” — con le aspettative basse di chi ha già letto troppo su un posto prima di andarci.

La prima cosa che ho notato non erano le lanterne. Erano i negozi.

Prima ancora di raggiungere l’Old Town, una via intera di sartorie e abiti su misura: stoffe impilate fino al soffitto, manichini vestiti con completi che non ti aspetti di trovare in Vietnam. Già lì ho capito che Hoi An sapeva il fatto suo, nel bene e nel male.

Perché sì, Hoi An è turistica — con la sua nomina a Patrimonio UNESCO, le celebri lanterne, il centro storico da cartolina. Ma è anche una di quelle città che ti conquistano nonostante tutto, in un modo che fai fatica a spiegare fino a quando non ci sei dentro.

In questa guida ti racconto cosa vedere a Hoi An, cosa vale davvero e cosa potete saltare — compreso l’orario in cui la città cambia completamente faccia.

INDICE – Cosa vedere a Hoi AN

Vale davvero la pena visitare Hoi An?

Risposta breve: sì. Risposta onesta: dipende da cosa cerchi.

Hoi An è una delle città più turistiche del Vietnam, e non fa nulla per nasconderlo. Il centro storico è di fatto un grande mercato a cielo aperto: ogni palazzo storico ha al piano terra un negozio di souvenir, una sartoria o un locale per turisti. Le vie principali dell’Old Town sono percorse da flussi continui di visitatori e l’atmosfera in certi momenti ha quella patina un po’ costruita dei posti che sanno benissimo di essere una destinazione.

Detto questo, io ci sono andata a fine gennaio — non ancora piena stagione — e la situazione era decisamente gestibile. C’era gente, certo, ma niente di caotico. Abbastanza tranquilla da godersi i vicoli senza sentirsi soffocati. Se ci andate in alta stagione, probabilmente l’esperienza cambia.

Eppure basta alzare gli occhi dai negozi per capire perché Hoi An è Patrimonio UNESCO. L’architettura è qualcosa di raro: oltre mille edifici storici sopravvissuti praticamente intatti, con una fusione unica di stili cinese, giapponese ed europeo che non trovate da nessun’altra parte in Vietnam. Le facciate color giallo ocra, i tetti a tegole scure, i cortili nascosti dietro le botteghe — tutto racconta secoli di storia commerciale in modo visibile e tangibile.

E poi c’è la sera. Quando le lanterne si accendono e il lungofiume si riflette nell’acqua del Thu Bon, tutta la componente turistica passa in secondo piano. Non sparisce — ci siete ancora voi, e altri cento come voi — ma smette di disturbare. L’impatto visivo è talmente forte da sopravvivere tranquillamente alla folla.

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A chi consiglio Hoi An (e a chi no)

Se cerchi un Vietnam autentico, non filtrato, lontano dai circuiti battuti, Hoi An probabilmente non fa per te — o almeno, non da sola. Se invece cerchi bellezza, storia accessibile e un’atmosfera che sa ancora emozionare nonostante tutto, è una tappa che non ha senso saltare. E comunque, per me, Hoi An ha superato le aspettative.

Se stai pensando a un viaggio in Vietnam e vuoi visitare anche Hoi An, la città delle lanterne, Travel Sense Asia è il tour operator locale con cui ho organizzato il mio itinerario e che mi ha accompagnata alla scoperta di alcune delle destinazioni più affascinanti del Paese.

visitare Hoi An

Un pizzico di storia di Hoi An

Non si può capire Hoi An se non si guarda al suo passato come uno dei porti commerciali più importanti del Sud-est asiatico. Tra il XV e il XIX secolo, quella che oggi ci sembra una cittadina tranquilla era in realtà un crocevia frenetico dove mercanti cinesi, giapponesi, europei e indiani si incontravano per scambiare seta, ceramiche e spezie.

Questa è la chiave di lettura di tutto: Hoi An non è “finta”. La sua architettura è il risultato di secoli di convivenza forzata tra culture diverse:

  • I giapponesi hanno lasciato il loro segno (come il celebre ponte) prima che lo Shogunato chiudesse le frontiere.
  • I cinesi hanno costruito le sontuose sale delle congregazioni che vediamo ancora oggi.
  • I francesi hanno aggiunto quel tocco coloniale che si mescola al giallo tipico vietnamita.

Il motivo per cui oggi la vediamo così intatta? Paradossalmente, dobbiamo ringraziare il declino commerciale: quando il fiume Thu Bon iniziò a insabbiarsi e le navi grandi non riuscirono più a passare, il commercio si spostò a Da Nang. Hoi An rimase “congelata” nel tempo, dimenticata per decenni, salvandosi così dalle modernizzazioni selvagge e dai bombardamenti della guerra. Quello che visitiamo oggi è, letteralmente, un porto del ‘700 sopravvissuto per miracolo.

Cosa vedere a Hoi An: le tappe imperdibili

Hoi An non è grande, ma è densa. Il centro storico si gira a piedi senza problemi, eppure ogni vicolo nasconde qualcosa — un cortile, un tempio, una casa che ha quattro secoli di storia alle spalle. Ecco le tappe che secondo me non puoi davvero saltare.

Il centro storico di Hoi An (Patrimonio UNESCO)

L’Old Town è il cuore di tutto. Una zona pedonale — niente macchine, purtroppo gli onnipresenti motorini non li fermi — dove gli edifici storici si susseguono senza interruzioni, con quelle facciate giallo ocra che ormai sono diventate il simbolo fotografico della città. Più di mille edifici tutelati dall’UNESCO, con influenze architettoniche che mescolano stili cinese, giapponese ed europeo in un modo unico nel suo genere.

Per visitare i monumenti al suo interno hai bisogno di un biglietto d’ingresso, acquistabile alle biglietterie agli ingressi della città vecchia. È valido fino alle 17:00 e ti dà accesso a un numero di siti a scelta tra case storiche, templi e sale delle congregazioni. Dopo quell’ora puoi girare liberamente, ma per entrare nei monumenti ti verrà comunque richiesto. Noi eravamo in viaggio con un tour operator locale — Travel Sense Asia — e la nostra guida si è occupata di tutto, il che semplifica parecchio la logistica.

Il consiglio però vale per tutti: non limitarti alle attrazioni da spuntare sulla lista. La vera magia dell’Old Town sta nel camminare senza meta, alzare gli occhi dalle botteghe e lasciarti sorprendere dall’architettura che si nasconde sopra i negozi di souvenir.

Il centro storico di Hoi An
Il centro storico di Hoi An

Il Ponte Giapponese (Chua Cau)

Il Ponte Giapponese è il simbolo di Hoi An — lo trovi su ogni guida, ogni cartolina, ogni foto Instagram della città. Costruito intorno al 1590 dalla comunità giapponese per collegare il proprio quartiere a quello cinese, ospita al suo interno un piccolo tempio buddista ed è ancora oggi percorribile. All’ingresso, due coppie di statue — scimmie da un lato, cani dall’altro — montano la guardia secondo un’antica tradizione legata al calendario giapponese.

Detto questo, ti dico la mia opinione sincera: è carino, ma un po’ sopravvalutato. Storicamente interessante, certo, ma dal vivo è più piccolo di quanto ci si aspetti e quasi sempre pieno di turisti in posa per la foto. Vale sicuramente la pena vederlo — è inevitabile, è lì — ma non aspettarti il colpo al cuore che le foto promettono. Se riesci, passaci di mattina presto o di sera, quando la luce cambia e la folla si dirada.

Il Ponte Giapponese (Chua Cau), Hoi An, Vietnam
Il Ponte Giapponese (Chua Cau)

Templi e sale delle congregazioni cinesi

Le hội quán — le sale delle congregazioni cinesi — sono tra le cose più interessanti da vedere a Hoi An, anche se spesso vengono trattate come attrazioni di serie B rispetto al Ponte Giapponese.

Ogni congregazione — Fujian, Canton, Chaozhou, Hainan — aveva la propria sala riunioni, costruita dai mercanti cinesi che si stabilirono in città nei secoli del grande commercio. Oggi sono templi veri e propri, con altari, incensi accesi, decorazioni elaborate e una storia specifica dietro ogni edificio. La Sala della Congregazione di Canton, con il suo grande drago a mosaico nel cortile, è visivamente la più spettacolare. Quella del Fujian, dedicata alla dea del mare Thien Hau, è forse la più spiritualmente intensa.

Aspettati ambienti curati, colori vivaci e meno caos rispetto alle attrazioni più famose. Valgono assolutamente una visita.

Le case storiche

Questa è una delle sorprese di Hoi An — nel senso buono. Le case dei mercanti aperte al pubblico, come Casa Tan Ky o Casa Quan Thang, hanno mantenuto gli interni originali: travi in legno, cortili interni, oggetti d’epoca ancora al loro posto. Entrare significa fare un salto indietro di qualche secolo, capire concretamente come vivevano e lavoravano i mercanti che hanno costruito questa città.

L’atmosfera è davvero unica e, a differenza di tante attrazioni “turistificate”, qui si percepisce ancora qualcosa di autentico. Il mio consiglio è di non saltarle per ottimizzare il tempo — meritano calma e attenzione.

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Il lungofiume e il fiume Thu Bon

Il lungofiume è uno dei posti dove Hoi An dà il meglio di sé, a qualsiasi ora. Di giorno è tranquillo, con le barche in legno ormeggiate lungo la banchina e qualche pescatore che brucia incenso sull’imbarcazione — una tradizione locale per tenere lontani gli spiriti del fiume.

Di sera si trasforma: le lanterne si accendono, i riflessi sull’acqua diventano qualcosa di quasi irreale, e anche il vicolo più affollato smette per un attimo di sembrare una cartolina costruita a tavolino.

Camminare lungo il Thu Bon non costa nulla e vale quanto qualsiasi monumento con biglietto. Mettilo in programma — sia di giorno che di sera, se puoi.

lungofiume Thu Bon, Hoi An, Vietnam
Il lungofiume Thu Bon

Hoi An di giorno vs Hoi An di sera: due città diverse

Se c’è una cosa che ho capito camminando per le strade di Hoi An, è che questa città ha una doppia personalità. Non è solo una questione di luce: cambia proprio il ritmo, l’odore e il modo in cui interagisci con lo spazio.

Di giorno: l’anima commerciale e i dettagli architettonici

Visitare Hoi An di giorno è un’esperienza visiva incredibile. A gennaio, con la temperatura ideale e la mia fidata felpetta, è stato un piacere perdersi tra i vicoli gialli senza l’incubo dell’afa vietnamita.

È alla luce del sole che apprezzi davvero il motivo per cui è Patrimonio UNESCO: i dettagli dei tetti, le porte in legno intagliato e i colori accesi che rendono ogni angolo uno sfondo perfetto per una foto. C’è confusione, certo, ma è una confusione “ordinata”: è il momento perfetto per visitare il Mercato Centrale di Hoi An. Andateci di mattina: è un tripudio di profumi, erbe aromatiche e vita vera, un luogo che la sera chiude i battenti lasciando spazio solo alla ristorazione per turisti.

Di giorno la città è una vetrina: le sartorie sono in piena attività, i caffè sono pieni e c’è quel viavai tipico di una città che sa di essere bellissima e si mette in mostra. È il momento migliore per scattare foto pulite e studiare la storia dei palazzi, ma ammettiamolo: manca ancora quel “quid” che ti fa battere il cuore.

cosa vedere a Hoi An, Vietnam

Di sera: quando arriva la magia delle lanterne

Poi, cala il sole. E Hoi An cambia faccia. Se di giorno è una splendida città museo, di sera diventa un set cinematografico a cielo aperto. Quando si accendono le migliaia di lanterne colorate, l’atmosfera si scalda.

Il mio momento “wow”? È stato fermarmi sulla riva del fiume Thu Bon. Il riflesso delle luci sull’acqua crea un gioco di colori che ti riconcilia con il fatto di essere in uno dei posti più visitati del Sud-est asiatico. Nonostante i flussi di gente, c’è una strana armonia.

Il mio parere onesto sulle barche: Vedrete centinaia di persone sui barchini di legno a depositare candele di carta nell’acqua. È una scena iconica, molto scenografica per i video, ma io ho scelto di restare a guardare dalla riva. I prezzi per un giro sono diventati decisamente alti (una vera “turistata” in piena regola). Godetevi il panorama con i piedi per terra, magari con una birra fresca in mano: l’emozione arriva comunque, senza dover per forza svuotare il portafoglio.

cosa vedere a Hoi An di sera

Cosa fare a Hoi An: esperienze vere (oltre le foto per Instagram)

Se ti stai chiedendo cosa fare a Hoi An per non limitarti a fare avanti e indietro tra i soliti tre monumenti, sappi che la città offre molto, ma va filtrato con un pizzico di pragmatismo. Ecco il mio resoconto sincero su quello che vale la pena e quello che, invece, puoi guardare da lontano.

Giro in barca sul fiume: sì o no?

Ti dico la mia senza giri di parole: per me è un no. Vedere le barche illuminate che scivolano sul Thu Bon è un’immagine poetica, ma l’esperienza in sé penso abbia perso un po’ di magia. Tra l’insistenza dei venditori e i prezzi che lievitano per una manciata di minuti in acqua, ho preferito godermi lo spettacolo dalla banchina. È una “turistata” in piena regola: se sogni quella foto specifica falla pure, ma sappi che Hoi An non perde fascino se decidi di restare a terra con i tuoi dong in tasca.

giro in barca sul fiume Hoi An, lanterne

Shopping e sartorie: esperienza interessante o trappola turistica?

Questa è una delle cose più particolari da fare a Hoi An. Entri in città e vedi muri di stoffe pregiate, seta e manichini elegantissimi. È una trappola? No, se sai cosa cerchi. Se sogni un abito su misura o un completo di alta qualità a prezzi che in Italia sarebbero impensabili, questo è il posto giusto.

Io ho evitato perché la mia valigia era già al limite e non sono troppo attratta dagli abiti eleganti, ma ammetto che osservare il lavoro millimetrico dei sarti è affascinante. Se decidi di farti fare qualcosa, calcola almeno 24-48 ore per le prove e le rifiniture: non è uno shopping “mordi e fuggi”.

Night Market: cosa aspettarsi davvero

Attraversa il ponte e ti ritroverai nel cuore pulsante del mercato notturno. È caotico, affollato e rumoroso, ma l’atmosfera è elettrizzante. Qui le lanterne non sono solo decorazioni, ma merce in vendita in decine di bancarelle che creano un tunnel di luce incredibile.

Troverai poi tantissimo street food: dagli spiedini di carne ai dolci locali. Io, però, confesso che la stanchezza di fine giornata ha vinto: dopo un giro tra i banchi, ho preferito rifugiarmi al ristorante Morning Glory. È un ristorante storico nel centro, dove ho mangiato divinamente seduta comoda, osservando il viavai dalla finestra. Un consiglio? Provate i loro White Rose (ravioli di gamberi), sono la fine del mondo.

Mi sono trovata molto bene anche al ristorante Citronella, sempre nel centro storico, dove ho pranzato il secondo giorno!

ristorante Morning Glory Hoi An

Perdersi senza meta tra le vie del centro

Può sembrare un consiglio banale, ma a Hoi An è l’unico modo per vivere la città davvero. Nonostante sia impossibile sentirsi “esploratori solitari” in un posto così visitato, basta allontanarsi di due isolati dalle vie del Ponte Giapponese per trovare angoli silenziosi, vecchi cortili dove gli abitanti giocano a scacchi e piccoli caffè nascosti.

Hoi An è stupenda proprio perché, nonostante i flussi di turisti, mantiene un’armonia architettonica che ti fa sentire dentro una bolla temporale. Cammina, alza lo sguardo e non aver paura di imboccare quel vicolo stretto che sembra non portare a nulla: spesso è lì che trovi lo scorcio più autentico.

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Cosa vedere nei dintorni di Hoi An

Se hai un giorno in più o semplicemente senti il bisogno di staccare dal caos colorato del centro, il consiglio è uno solo: esci. Appena fuori dai confini dell’Old Town, il paesaggio cambia drasticamente e ritrovi quel Vietnam rurale, fatto di ritmi lenti e verde smeraldo, che forse ti aspettavi di trovare già in città.

Villaggi e campagna: tra risaie e vita locale

Il modo migliore per esplorare i dintorni è in bicicletta o in motorino. Noi ci siamo spinti verso le zone rurali e il cambiamento d’aria si sente subito.

Kim Bong (Il villaggio dei falegnami)

Si raggiunge con un breve tragitto in barca. Qui la tradizione della lavorazione del legno va avanti da secoli (sono stati loro a costruire gran parte della città vecchia!). Non aspettarti un parco a tema: è un villaggio vero, dove senti il rumore degli scalpelli e vedi gli artigiani al lavoro su mobili e barche.

Kim Bong (Il villaggio dei falegnami), Hoi An, Vietnam
Kim Bong (Il villaggio dei falegnami)

Le risaie

Basta pedalare per dieci minuti fuori dal centro per ritrovarsi immersi nelle risaie. È qui che Hoi An torna a essere “vera”: bufali d’acqua che pascolano pigri, contadini con il cappello a cono e un silenzio interrotto solo dal vento. Se cerchi quel senso di pace che l’Old Town a volte nasconde, lo trovi qui.

risaie Hoi An, Vietnam

Escursioni nei dintorni (se hai tempo)

Senza scriverti una lista infinita che trovi su qualsiasi guida, ecco le due opzioni che secondo me hanno più senso valutare.

Cam Thanh: tra Coconut Boat e relax totale

Se vuoi unire il divertimento a un’esperienza culinaria seria, devi fare un salto a Cam Thanh. È qui che si trova la famosa foresta di palme da cocco d’acqua, ed è il posto dove ho vissuto una delle giornate più piene e piacevoli del viaggio.

Cam Thanh, Hoi An, Vietnam

Le Basket Boat (o Coconut Boat)

Sono le iconiche barche a forma di cesto, fatte di bambù intrecciato. Salirci è un’esperienza bizzarra e divertente: queste imbarcazioni nascono dall’ingegno dei pescatori locali (pare per aggirare le tasse sulle barche imposte dai francesi all’epoca!) e oggi sono il simbolo di questa zona. Potete godervi la navigazione lenta tra le palme o, se siete in vena, farvi fare qualche giro vorticoso dai barcaroli.

Basket Boat, Cam Thanh, Hoi An, Vietnam

Massaggio e relax

Dopo tanto camminare, qui mi sono concessa un momento di puro paradiso. Un massaggio ai piedi divino fatto con erbe locali, mentre sorseggiavo un latte di cocco freschissimo. È stato il modo perfetto per ricaricare le pile.

La Cooking Class

Sempre a Cam Thanh ho partecipato a una cooking class stupenda. Preparare con le proprie mani i piatti tipici della zona, imparando a conoscere gli ingredienti freschi, è il modo migliore per connettersi davvero con la cultura del posto. Non è stata solo una lezione di cucina, ma un momento di condivisione bellissimo che consiglio a chiunque abbia mezza giornata a disposizione.

cooking class, Hoi An, Vietnam

Santuario di My Son

È il “fratello minore” di Angkor Wat in versione vietnamita. Sono resti di templi del regno Champa immersi nella giungla. Se sei un appassionato di archeologia è un must, ma tieni conto che dista circa un’ora di strada e va visitato la mattina presto per evitare il caldo e la folla.

Le spiagge (An Bang)

Se senti la mancanza del mare, An Bang è a pochi chilometri. È una spiaggia tranquilla, perfetta per un pranzo a base di pesce fresco con i piedi nella sabbia. Non aspettarti le Maldive, ma l’atmosfera rilassata dei beach bar è un ottimo antidoto alla frenesia del centro.

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Quanti giorni servono per visitare Hoi An?

Pianificare un itinerario in Vietnam è sempre una sfida di incastri. Spesso si è tentati di fare “toccata e fuga”, ma Hoi An è una città che richiede di essere respirata, non solo fotografata. Quindi, quanti giorni servono davvero?

1 giorno a Hoi An: il minimo indispensabile

Se hai i minuti contati, un giorno è sufficiente per vedere le tappe iconiche: il Ponte Giapponese, un paio di case storiche e la magia delle lanterne la sera. Ti porterai a casa le foto e un’idea generale della città, ma preparati a una giornata intensa e a non avere tempo per vedere nulla al di fuori del centro pedonale.

2 giorni a Hoi An: il ritmo giusto

Con due giorni puoi prendertela con più calma. Il primo giorno lo dedichi all’Old Town e ai monumenti, il secondo puoi usarlo per noleggiare una bici e spingerti verso i villaggi rurali o fare un salto in spiaggia ad An Bang. È il compromesso ideale per chi vuole vedere sia la città “da cartolina” che quella un po’ più defilata.

Il mio consiglio

Se mi chiedi cosa farei io, la risposta è: almeno due giorni pieni, con due pernottamenti. Perché? Perchè io ci sono rimasta una notte sole e per me non è stato abbastanza. Perché la vera anima di Hoi An viene fuori quando i turisti giornalieri (quelli che arrivano in bus da Da Nang o Hue) se ne vanno o devono ancora arrivare. Avere due sere a disposizione ti permette di goderti il lungofiume con calma, magari una sera esplorando il Night Market e l’altra cenando in un ristorante tranquillo nel cuore della città vecchia.

Hoi An non è una città di “cose da fare”, ma di “atmosfere da vivere”. Se corri, rischi di vedere solo i negozi di souvenir e perderti la poesia dei riflessi sul fiume Thu Bon.

quando visitare Hoi An, Vietnam

Consigli pratici per visitare Hoi An

Per chiudere questa guida, ecco una serie di info “salvavita” per organizzare il tuo soggiorno a Hoi An senza stress e ottimizzando tempi e spostamenti.

Quando andare a Hoi An

Il periodo migliore va da febbraio ad aprile, quando le piogge sono scarse e le temperature piacevoli. Io, come ti dicevo, ci sono stata a fine gennaio e l’ho trovata perfetta: si gira con una felpa leggera, non si suda e la luce è meravigliosa per le foto.

Da maggio a agosto il caldo inizia a farsi sentire pesantemente, mentre da settembre a gennaio (inizio mese) è la stagione delle piogge (occhio che Hoi An è soggetta ad alluvioni, quindi controlla sempre il meteo se viaggi in questo periodo).

Come arrivare (Da Nang → Hoi An)

Hoi An non ha un aeroporto né una stazione ferroviaria. Il punto di riferimento è Da Nang, che dista circa 30 km.

  • Transfer privato/Grab: È la soluzione più comoda e veloce (circa 45 minuti). Se scarichi l’app Grab, il costo è molto contenuto.
  • Navetta dell’hotel: Molti hotel offrono un servizio di pick-up dall’aeroporto di Da Nang, spesso a prezzi onesti.
  • Bus locale: Esiste, è economico, ma decisamente più lento e meno pratico se hai bagagli ingombranti.

Come muoversi

Il centro storico (Old Town) è pedonale, quindi puoi muoverti a piedi per gran parte della giornata. Per spostarti fuori dal centro, la bicicletta è il mezzo simbolo di Hoi An: molti hotel le mettono a disposizione gratuitamente. Se invece vuoi raggiungere My Son o zone più distanti, il motorino o Grab sono le opzioni più sensate.

cosa fare a Hoi An, Vietnam

Dove dormire a Hoi An

Qui la scelta della zona fa la differenza. Se vuoi vivere la magia della sera senza dover prendere mezzi, devi stare vicino all’Old Town, ma in una posizione che ti permetta di staccare dal brusio dei turisti.

Cerca le offerte su Booking:

Io ho soggiornato al Little Gem Boutique Hotel & Spa e lo consiglio di cuore. Come dice il nome stesso, è una piccola gemma: l’arredamento è curatissimo, lo staff ti fa sentire a casa e la posizione è perfetta. Si trova a pochi passi dal centro storico, quindi puoi muoverti a piedi con estrema facilità, ma una volta varcata la soglia dell’hotel ti ritrovi in un’oasi di pace. È la soluzione ideale se cerchi un soggiorno che sia allo stesso tempo comodo, elegante e profondamente legato allo spirito di Hoi An.

Little Gem Boutique Hotel & Spa, Hoi An, Vietnam
La mia stanza al Little Gem Boutique Hotel & Spa, Hoi An, Vietnam

Hoi An vale davvero la pena? La mia opinione

Dopo aver camminato per i suoi vicoli, aver dribblato i venditori di lanterne e aver osservato i sarti al lavoro, la domanda sorge spontanea: ma Hoi An è tutto fumo e niente arrosto? È solo un grande set cinematografico costruito per svuotare i portafogli dei turisti?

La mia risposta onesta è che Hoi An è un paradosso che funziona.

È vero, la turistificazione è ovunque. È vero, il centro storico a tratti sembra una versione vietnamita di un parco a tema. Ma se riesci a guardare oltre la patina commerciale, trovi una città che ha conservato un’anima estetica unica al mondo.

Perché secondo me dovresti andarci. Non è per il Ponte Giapponese in sé, né per comprare un souvenir. Vale la pena andarci per quella strana sensazione di armonia che provi quando le luci si accendono e il giallo ocra dei muri si scalda. Vale la pena perché è uno dei pochi posti dove la storia è ancora così tangibile, nonostante i flussi di visitatori.

Perché potresti saltarla. Se il tuo viaggio in Vietnam è alla ricerca estrema della frontiera, del villaggio dove nessuno parla inglese e dove il cibo è una sfida al tuo stomaco, Hoi An ti sembrerà troppo “pettinata”. È una tappa confortevole, accessibile e molto curata.

Il mio verdetto. Nonostante avessi aspettative basse e temessi la delusione da “posto troppo famoso”, Hoi An mi ha convinta. E ti dirò di più, l’ho amata. Mi ha convinta perché è una città che sa di essere bella e non fa nulla per nasconderlo, ma lo fa con una grazia che, alla fine, ti conquista. Se cercate un Vietnam ruvido, guardate altrove; se cercate un luogo che sappia ancora emozionarvi visivamente, mettetela in programma. Anche solo per vedere, per una sera, la magia riflessa sul fiume.

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