Il mio viaggio tra Lido Marini, Presicce-Acquarica e Marina di Pescoluse

Anche se spesso si associa il Salento all’estate, questo angolo di Puglia è una meta che affascina in ogni stagione. Spiagge di sabbia bianca, borghi antichi, ulivi millenari e una cucina che racconta storie di tradizione e semplicità rendono ogni viaggio unico. Quando ho deciso di trascorrere una settimana tra Lido Marini, Presicce-Acquarica e Marina di Pescoluse, non immaginavo che sarei tornato a casa con così tanti ricordi intensi: non solo mare e sole, ma anche cultura, profumi e incontri con persone che sanno cosa significa ospitalità.

Ho scelto come base un hotel a Lido Marini, una posizione strategica che mi ha permesso di alternare giornate di puro relax in spiaggia a escursioni nell’entroterra. In questo racconto vi porto con me, giorno per giorno, attraverso un itinerario che consiglio a chiunque voglia conoscere davvero questa parte di Puglia.

Giorno 1: Arrivo a Lido Marini, il benvenuto del mare

Arrivo nel primo pomeriggio e appena scendo dall’auto sento l’odore della salsedine nell’aria. Il mio hotel si trova a pochi passi dalla spiaggia: il tempo di sistemare i bagagli e sono già con i piedi nella sabbia dorata. Lido Marini è una località tranquilla, ideale per chi vuole vivere il mare senza la ressa tipica delle grandi mete.

La prima sera scelgo di cenare al ristorante Miseria e Nobiltà, dove il pesce arriva direttamente dal pescato del giorno. Assaggio un piatto di linguine ai frutti di mare e una frittura croccante che raccontano, meglio di qualsiasi guida, cosa significhi mangiare “alla salentina”.

Giorno 2: Torre Mozza e la vita lenta sul mare

La mattina successiva inizio con una lunga passeggiata sulla spiaggia che collega Lido Marini a Torre Mozza, così chiamata per la torre d’avvistamento cinquecentesca che ancora oggi domina la baia. È uno dei tratti di costa che preferisco: sabbia fine, acque trasparenti e un’atmosfera che invita a fermarsi.

Mi fermo in un chiosco sulla spiaggia per un pranzo veloce a base di pucce ripiene – il tipico pane salentino – e nel pomeriggio mi dedico alla lettura all’ombra di un ombrellone. La sera, rientrato a Lido Marini, ceno a La Passeggiata, ristorante e pizzeria che unisce tradizione e modernità: le orecchiette al sugo di pomodoro fresco con cacioricotta sono semplici ma indimenticabili.

Giorno 3: Presicce-Acquarica, tra frantoi ipogei e chiese barocche

Il terzo giorno è dedicato all’entroterra. Guardo il mare dallo specchietto retrovisore e in meno di mezz’ora arrivo a Presicce-Acquarica, un borgo che sembra fermo nel tempo. Il paese è famoso per gli Antichi Frantoi Ipogei, veri e propri tesori sotterranei scavati nella roccia, dove per secoli si è prodotto l’olio. Entrarvi è come fare un viaggio nella storia del lavoro e della cultura contadina.

Cammino tra i vicoli del centro storico e mi fermo davanti alla Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, con la sua facciata barocca, e poi visito la Chiesa del Carmine, che custodisce altari in pietra leccese finemente decorati. Qui ogni pietra racconta di fede, fatica e bellezza.

Pranzo in una piccola trattoria a gestione familiare, dove assaggio ciceri e tria – pasta fatta a mano con ceci – un piatto povero ma ricco di gusto.

Giorno 4: Marina di Pescoluse, un sogno a occhi aperti

Il quarto giorno è dedicato a una delle mete più iconiche del Salento: Marina di Pescoluse, soprannominata le Maldive del Salento (per via dell’omonimo Lido). E devo ammetterlo: il nome non è affatto esagerato. Sabbia bianca, mare trasparente e bassi fondali che riflettono il sole come specchi naturali: sembra di essere in un paradiso tropicale.

Trascorro la giornata tra bagni, passeggiate sulla riva e lunghi momenti di silenzio a guardare l’orizzonte. Il tramonto qui è magico: il cielo si colora di rosa e arancione, mentre il mare diventa uno specchio dorato.

Giorno 5: La dolcezza del Salento tra dolci e tradizioni

Dopo tante emozioni, il quinto giorno scelgo la lentezza. Faccio colazione al Martinucci Laboratory, storica pasticceria salentina: un caffè leccese con ghiaccio e latte di mandorla e un pasticciotto ancora caldo bastano a farmi iniziare la giornata col sorriso.

Il resto della mattinata lo passo a curiosare tra le botteghe di Lido Marini, acquistando piccoli souvenir artigianali in terracotta e oggetti in pietra leccese. La sera vado alla Trattoria La Regina, dove ordino parmigiana di melanzane e pittule, piccole frittelle salentine che si mangiano calde e fragranti.

Giorno 6: Natura selvaggia tra Ciolo e Cipolliane

Il sesto giorno mi sposto più a sud per un’escursione naturalistica. Parto da Cala del Ciolo, un fiordo spettacolare vicino a Gagliano del Capo, e percorro il sentiero che porta alla Grotta delle Cipolliane. È una camminata panoramica tra macchia mediterranea, ulivi e viste mozzafiato sul mare.

Il percorso non è lungo, ma ogni passo regala scorci indimenticabili. Mi fermo a osservare i pescatori che rientrano, le barche colorate e il mare che sembra non finire mai.

Giorno 7: Un ultimo saluto al mare

L’ultimo giorno lo passo di nuovo a Lido Marini. Voglio imprimermi negli occhi e nella mente la bellezza semplice di questa spiaggia. Faccio un ultimo bagno, lento, come per salutare il mare.

Per il pranzo scelgo il ristorante Chalet Beach, proprio sulla spiaggia: ordino un fritto misto e un bicchiere di vino bianco fresco, perfetti per concludere la settimana.

Si ritorna a casa

Questa settimana nel cuore del Salento mi ha regalato molto più di quanto mi aspettassi: mare cristallino, borghi autentici, tradizioni vive e un’accoglienza sincera. Ogni giorno ha avuto un ritmo diverso: dall’energia delle escursioni al silenzio dei vicoli, dalla vitalità delle piazze all’intimità di una cena semplice ma genuina.

Il Salento è così: non ti lascia mai andare via senza averti lasciato qualcosa dentro. Per me è stato il senso di autenticità, quella bellezza senza filtri che ti fa sentire parte del luogo. Se stai programmando un viaggio, ti consiglio di farlo senza fretta, prendendo il tempo di fermarti, osservare e assaporare: perché in Salento la vera vacanza non è solo vedere, ma vivere.


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