Trekking ad Anello della Faggeta del Monte Zatta dal Passo del Bocco

Per gli appassionati di escursioni, il trekking ad anello del Monte Zatta dal Passo del Bocco è una di quelle gite in Liguria che consiglio assolutamente di fare.

Il monte Zatta, massiccio alto 1.404 metri facente parte dell’appennino ligure, si erge tra le splendide valle Stura, Val di Taro, Val di Vara e Val Graveglia. La cima del monte, che i liguri chiamano Monte Sàtta, presenta una cresta ad onde, attraversata da un sentiero. Ai lati della cresta si stagliano il monte Zatta di Ponente, alto, 1355 metri, e il monte Prato Pinello, alto 1390 metri. Al centro, si profila il monte Zatta di Levante, il cui versante meridionale è erto e sassoso, mentre il versante settentrionale presenta un declivio dolce e ospita uno straordinario bosco di faggi. Di seguito alcune indicazioni per affrontare l’escursione.

INDICE

Anello del Monte Zatta: informazioni utili

Il percorso ad anello del Monte Zatta parte dal Passo del Bocco, si sviluppa a poco meno di 950 metri sul livello del mare (957 m., per la precisione). Si tratta di un percorso mediamente facile, ma che richiede un certo livello di allenamento e il giusto equipaggiamento essendo a tratti faticoso.

Il sentiero può essere percorso anche con bambini, purché allenati e abituati a camminare, mentre in un breve tratto potrebbe dare qualche piccolo problema per chi soffre di vertigini. Detto questo, io per prima soffro di vertigini e posso testimoniare che, nonostante un pò di difficoltà in un punto, sono riuscita a percorrere l’intero percorso senza problemi.

Il dislivello del percorso che si sviluppa su una lunghezza di circa 11 chilometri per 600 metri di dislivello. La durata approssimativa media del giro completo è di circa 4 ore.

Mappa

Visualizza e scarica la traccia GPX del percorso tramite Wikiloc. Ricordo che la traccia è scaricabile gratuitamente da PC, in alternativa sarà necessario acquistare l’abbonamento premium dell’app.

Il percorso 

Il tragitto da seguire per l’ascesa al Monte Zatta, soprattutto per la lunghezza non eccessiva e per la percorribilità, parte dal Passo del Bocco e prosegue per l’Alta Via dei Monti Liguri.

Il Passo del Bocco è un largo valico che si trova sul crinale appenninico posto tra il Monte Zatta e il massiccio montuoso costituito dal monte Aiona, dal monte Nero e dal monte Penna i cui immensi profili si stagliano a settentrione.

In prossimità del Passo del Bocco è situato il rifugio Devoto, struttura attrezzata di sosta sull’Alta Via dei Monti Liguri. Più in basso, sul lato verso la Val di Taro, è possibile ammirare un delizioso laghetto, non naturale, intorno al quale si snoda un itinerario breve, ma molto bello da percorrere praticamente in tutte le stagioni dell’anno.

Il percorso ad anello del Monte Zatta si raggiunge imboccando la SP per Varese Ligure. In prossimità del Laghetto del Bocco, dall’altro lato della strada, si può parcheggiare la macchina. Il sentiero inizia proprio da li.

Si segue il segnavia bianco rosso AV dei Monti Liguri e A10 Anello della Faggeta del Monte Zatta. La mulattiera declina leggermente attraversando due piccoli corsi d’acqua. Subito dopo sale dolcemente nella faggeta. Si arriva, quindi, a un bivio costituito da una sorta di pianerottolo naturale che si erge su un muro di roccia a strati. Da qui è possibile godere di una vista straordinaria.

Anello della faggeta del Monte Zatta segnavia
Segnavia Anello della faggeta del Monte Zatta

Al bivio, svoltando a sinistra, dopo pochissimo, si arriva al Poggio Buenos Aires, situato precisamente a 1114 metri. Il pianoro è attrezzato con tavolini, bracieri per grigliate e sedute da utilizzare per eventuali soste di ristoro prima di continuare l’escursione o per picnic in famiglia. Il poggio Buenos Aires deve il suo nome al magnate Antonio Devoto a cui è intitolata anche la colonia che si trova sul lato nord del Monte Zatta. Antonio Devoto, ricco banchiere, alla fine dell’Ottocento, fu l’artefice della migrazione di molti abitanti della zona in Argentina.

Poggio Buenos Aires
Poggio Buenos Aires

Dal poggio si imbocca il piccolo sentiero sterrato, in lieve discesa, che conduce all’ex Colonia Devoto e lo si percorre per qualche metro. Si svolta a destra per immettersi nel viottolo dell’Alta Via dei Monti Liguri che si inerpica, all’inizio, in modo piuttosto brusco per poi cominciare a salire in modo più dolce snodandosi in tornanti lunghi e comodi. Il percorso continua zigzagando nel bosco che si caratterizza per una vegetazione variegata.

Salendo, sulla sinistra, ci si imbatte in una capanna costruita con legname da dove parte un piccolo viottolo che conduce a quello che viene denominato Faggio 40: albero enorme, imponente e maestoso, che si chiama in questo modo perché diede rifugio a quaranta persone durante l’infuriare di una terribile tempesta. Il Faggio 40, purtroppo è morto e si è abbattuto a terra per colpa di una devastante infezione di funghi. Al momento della caduta, l’albero aveva più di due secoli di età ed era alto quasi venti metri.

Faggeta Monte Zatta
La Faggeta del Monte Zatta

Percorrendo diversi tornanti fiancheggiati da splendidi alberi (per la maggior parte, faggi e abeti), si arriva alla cresta che corrisponde alla vetta occidentale ovvero al Monte Zatta di Ponente a un’altezza di 1355 metri.

Per un breve tratto, il percorso discende su una bordatura arenarica che declina in direzione della Val Graveglia, per continuare, successivamente, inoltrandosi nel bosco del versante settentrionale e passando intorno a diversi piccoli rilievi della cresta.

Trekking ad Anello della Faggeta del Monte Zatta dal Passo del Bocco
Monte Zatta

Abbandonando, sulla destra, il sentiero che si inerpica fino alla cima in centro a 1371 metri, si prosegue su viottolo contrassegnato da precise segnalazioni. Oltrepassate due piccole selle, un’erta salita conduce sulla cima dal Monte Zatta di Levante a 1404 metri. Da qui, una discesa ripida porta alla piccola sella ricoperta di erba di Prato Pinello, a 1372 metri di altezza.

A questo punto, si esce dall’Alta Via dei Monti Liguri e si imbocca un sentiero contrassegnato con segnavia di colore rosso A10. Arrivati a una fonte, si svolta sulla sinistra e si prosegue salendo dolcemente. Dopo un po’, si inizia a scendere lungo un sentiero che diventa sempre più ripido, man mano che si va avanti.

Si arriva a un piccolo sentiero, riconoscibile perché contrassegnato da un segnavia a strisce di colore bianco e verde. Dopo l’incrocio con il viottolo, si attraversa un fiumiciattolo, si continua lungo un tornante e si ripassa sul piccolo torrente tramite una pittoresca passerella costruita con tronchi di legno.

Costeggiando un recinto, si attraversano posti che offrono meravigliose viste panoramiche del Monte Penna fino ad arrivare alla strada sterrata che proviene dall’ex Colonia Devoto. Riprendendo la strada principale, dopo poco tempo, si inizia a ripercorrere il tragitto dell’andata.

Colonia Devoto

All’ex Colonia Devoto, a cui si accede da un enorme cancello spalancato, si arriva dalla strada sterrata. Giunti in prossimità dell’edificio che si eleva imponente tra gli alberi, l’ambientazione che accoglie i visitatori è abbastanza inquietante.

La particolarità del complesso, costituito da un edificio di circa 22 mila metri quadri di superficie distribuiti su diversi piani, è il gran numero di finestre: addirittura 365, quindi una per ogni giorno dell’anno.

Colonia Devoto
Colonia Devoto

I vetri rotti simboleggiano la struttura in abbandono, anche se gli ambienti interni si presentano in uno stato di conservazione ancora discreto. I piani sono suddivisi tutti secondo una planimetria identica. Dalle finestre si scorgono ancora le cucine, le sale adibite a dormitorio e a refettorio, i bagni. I dormitori conservano ancora i lettini dei piccoli ospiti (compresi i materassi) e, accanto a ciascun letto, armadietti in ferro che fungevano da comodini.

Antonio Devoto, come già detto, fu un noto banchiere e filantropo della zona che favorì l’emigrazione verso l’Argentina di moltissimi dei suoi conterranei. Tra le sue molte iniziative per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali, ci fu quella della costruzione della colonia da adibire all’accoglienza di bambini che si trovavano in stato di bisogno.

Dopo la seconda guerra mondiale, l’ex Colonia devoto, cambiò destinazione d’uso e venne impiegata come una specie di ospedale per curare pazienti affetti da patologie ai polmoni.

Dagli anni settanta, l’edificio versa in stato di totale abbandono, alimentando leggende e dicerie. La tradizione popolare tramanda, infatti, racconti di strani avvistamenti che contribuiscono alla nomea da film horror dell’ex Colonia devoto.

Consigli utili: meteo, attrezzatura e abbigliamento

L’escursione ad Anello del Monte Zatta dal Passo del Bocco è percorribile tutto l’anno, anche se consiglio di di farla in autunno o primavera per le condizioni climatiche tipiche della zona, che meglio si adattano alla camminata.

È poi importante verificare il meteo prima di incamminarsi. La pioggia, infatti, potrebbe rendere pericolosamente scivoloso il percorso. In autunno e primavera, inoltre, è frequente che scenda la nebbia e che le nubi basse possano ostacolare la visibilità.

Non è richiesta un’attrezzatura particolare. È possibile affrontare il percorso con scarpe da trekking leggere. Se ci si vuole azzardare a fare l’escursione nei rigidi mesi invernali, è consigliabile portare con sé le racchette da neve.

Come arrivare al Passo del Bocco e dove parcheggiare

Per arrivare al Passo del Bocco si possono percorrere diverse strade, a seconda della provenienza:

  • Imboccando la SS586 dai caselli di Chiavari o Lavagna, risalendo la vallata dell’Entella e entrando in quella dello Stura, dopo Carasco. Dopo aver superato la località Prati, nel comune di Mezzànego, si arriva a Borgonovo Ligure. A questo punto è sufficiente svoltare sulla destra per raggiungere il Passo del Bocco.
  • Risalendo lungo la Val di Taro, dopo essere usciti al casello di Borgotaro.
  • Risalendo la Val di Vara, da Brugnato, per arrivare a Varese Ligure. Da qui, si prosegue salendo sulla sinistra fino ad arrivare al Passo del Bocco.

L’auto si può parcheggiare nell’area indicata dal cartello escursionistico nei presso del Passo del Bocco, all’imbocco del sentiero, dal lato opposto della carreggiata rispetto al Laghetto del Bocco.


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Anello della Faggeta del Monte Zatta

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