Una faggeta bellissima, un sentiero piacevole e, una volta arrivati in cima, una vista che spazia dalle montagne alla costa. Il trekking sul Monte Caucaso è stato senza dubbio una delle escursioni più belle che ho fatto recentemente nell’entroterra ligure: semplice, varia e con un panorama in vetta che vale davvero la camminata.
Questa volta sono partita da Barbagelata e ho raggiunto la cima e il Rifugio Monte Caucaso attraversando il bosco, per poi tornare lungo lo stesso sentiero. Avevo solo poche ore a disposizione, ma mi è bastato per innamorarmi di questo percorso: la faggeta è splendida, la salita non è mai eccessiva e nell’ultimo tratto il paesaggio cambia completamente. Peraltro, il percorso mi è piaciuto così tanto che ho già deciso di tornare per fare anche l’anello del Monte Caucaso dal Passo della Scoglina.
Quella da Barbagelata, però, è solo una delle possibilità. Il Monte Caucaso si può raggiungere anche dal Passo della Scoglina, seguendo il classico itinerario ad anello, oppure da Neirone, con un trekking più lungo e impegnativo.
In questa guida vediamo quali sono i principali sentieri per il Monte Caucaso, quanto durano e quale scegliere in base al tempo a disposizione e al proprio livello di allenamento.
- Trekking sul Monte Caucaso: quale percorso scegliere
- Anello del Monte Caucaso dal Passo della Scoglina
- Monte Caucaso da Barbagelata: il percorso più breve
- Monte Caucaso da Neirone: il percorso più impegnativo
- La vetta e il Rifugio Monte Caucaso
- Quando fare il trekking sul Monte Caucaso
- Confronto tra i percorsi per il Monte Caucaso
- Come prepararsi all’escursione
- Il Monte Caucaso è adatto a bambini e cani?
- Come arrivare agli imbocchi dei sentieri per il Monte Caucaso
Trekking sul Monte Caucaso: quale percorso scegliere
Per raggiungere la vetta del Monte Caucaso non esiste un unico sentiero. Si può partire dal Passo della Scoglina, da Barbagelata oppure da Neirone, scegliendo tra percorsi molto diversi per lunghezza, dislivello e difficoltà.
Il più conosciuto è l’anello del Monte Caucaso dal Passo della Scoglina, un’escursione completa ma non particolarmente impegnativa, che attraversa boschi, torrenti e alcuni dei punti più interessanti della zona. Lo stesso anello può essere iniziato anche da Barbagelata, anche se, secondo il consiglio del gestore del rifugio, partire dalla Scoglina permette di affrontare meglio le pendenze e di gestire più facilmente i tempi.
Da Barbagelata si può anche scegliere un percorso molto più semplice: raggiungere la vetta e il Rifugio Monte Caucaso attraverso la faggeta e tornare lungo lo stesso sentiero. È l’opzione che ho seguito io e che consiglio a chi ha poco tempo o preferisce una camminata più breve.
La partenza da Neirone è invece riservata a chi cerca un trekking più lungo, con un dislivello importante e una salita decisamente più impegnativa.
| Punto di partenza | Tipo di percorso | Distanza | Dislivello | Tempo indicativo | Difficoltà | Consigliato a chi |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Passo della Scoglina | Anello del Monte Caucaso | circa 10 km | circa 420 m | 3 ore circa | Escursionistico | A chi vuole percorrere l’anello completo senza affrontare un trekking troppo impegnativo |
| Barbagelata | Anello del Monte Caucaso | circa 9-10 km | circa 350 m | 3 ore circa | Escursionistico | A chi vuole fare l’intero giro partendo direttamente dal paese |
| Barbagelata | Andata e ritorno lungo lo stesso sentiero | circa 8 km | circa 200 m | 2 ore e mezza circa | Facile | A chi ha poco tempo o cerca il percorso più semplice |
| Neirone | Anello lungo | circa 11 km | circa 860 m | poco più di 5 ore | Impegnativo | A chi è allenato e vuole dedicare quasi tutta la giornata all’escursione |
Distanze, dislivelli e tempi sono indicativi e possono variare leggermente in base alla traccia seguita, al passo e alle soste.

Anello del Monte Caucaso dal Passo della Scoglina
L’anello del Monte Caucaso dal Passo della Scoglina è il percorso più completo tra quelli che portano alla vetta. In circa tre ore di cammino attraversa faggete, piccoli corsi d’acqua e tratti più aperti e panoramici, raggiunge le sorgenti dell’Aveto e l’Acquapendente e passa naturalmente dalla cima e dal Rifugio Monte Caucaso.
Non è un trekking particolarmente difficile, ma è più vario e impegnativo rispetto alla semplice salita da Barbagelata. Lungo il percorso si alternano salite, discese, tratti su fondo sassoso e diversi piccoli guadi, per cui sono comunque consigliate scarpe da trekking e un minimo di abitudine a camminare sui sentieri.
Dove parcheggiare al Passo della Scoglina
Il punto di partenza si trova direttamente al Passo della Scoglina, a 926 metri di altitudine. L’auto si lascia nei pressi del valico, vicino ai tavoli da picnic e ai pannelli informativi dai quali inizia il sentiero.
L’imbocco è abbastanza facile da individuare: bisogna cercare il segnavia formato da tre pallini rossi, che indica la direzione verso le sorgenti dell’Aveto e l’Acquapendente.

Il percorso dalla Scoglina alla vetta del Monte Caucaso
Dal Passo della Scoglina si entra subito nel bosco seguendo i tre pallini rossi. Dopo il primo tratto in salita, il sentiero piega verso destra e continua lungo il crinale, con alcuni affacci sulla Val Malvaro, sul Monte Ramaceto e, quando la visibilità lo permette, verso la costa del Tigullio.
Si prosegue fino a incontrare una strada sterrata, che va attraversata seguendo ancora i tre pallini rossi. Da qui il sentiero scende leggermente verso il torrente Aveto: si attraversa il suo letto e si continua nel bosco, prima tra gli abeti e poi nella faggeta. In questo tratto si incontrano diversi piccoli guadi e si passa più volte da una sponda all’altra.
Raggiunta una piccola sella, si continua verso destra su un tratto più aperto e in salita. Poco dopo si incontra sulla sinistra il bivio per Acquapendente e Monte Caucaso, che va imboccato.
Il sentiero scende quindi con alcuni tornanti stretti su un fondo sassoso, scavato dall’acqua, fino a raggiungere il ruscello che poco più in basso forma la cascata dell’Acquapendente. Questo è uno dei punti in cui conviene prestare maggiore attenzione, soprattutto se il terreno è bagnato.

Dopo il guado si svolta a destra, seguendo il triangolo rosso e le indicazioni per il Rifugio Monte Caucaso. Qui inizia il tratto più faticoso dell’anello: una salita piuttosto decisa che, in circa venti minuti, porta al pianoro sotto la vetta.
Ancora pochi passi e si raggiungono i 1.245 metri del Monte Caucaso, facilmente riconoscibile per la cappelletta dedicata alla Madonna della Pace. Il Rifugio Monte Caucaso si trova poco più in basso, sul versante meridionale.

Per completare l’anello si torna per un breve tratto sui propri passi e si imbocca sulla sinistra il sentiero segnato con il triangolo rosso. La traccia scende gradualmente e diventa presto una comoda sterrata immersa nella faggeta.
Durante la discesa si incontra sulla destra un sentiero che riporterebbe direttamente verso la Scoglina. Per seguire l’anello completo bisogna invece continuare sulla sterrata fino a raggiungere la strada asfaltata nei pressi del monumento ai caduti, poco prima di Barbagelata.
Si gira a sinistra verso il paese e, prima di entrare nell’abitato, si prende sulla destra il sentiero dell’Alta Via dei Monti Liguri. Il primo tratto può essere un po’ sconnesso ed eroso dall’acqua; più avanti la traccia migliora e si trasforma in una stradina nel bosco, che scende fino alla strada diretta al Passo della Scoglina. Da qui restano soltanto poche centinaia di metri per tornare al punto di partenza.
In quale senso percorrere l’anello del Monte Caucaso
L’anello può essere percorso anche nel senso opposto, salendo prima verso Barbagelata e raggiungendo la vetta dal versante occidentale. Tuttavia, di solito si consiglia di partire dal Passo della Scoglina e seguire il percorso verso le sorgenti dell’Aveto e l’Acquapendente.
Il motivo è soprattutto pratico. Seguendo l’anello in questo senso, il tratto più ripido tra l’Acquapendente e il Monte Caucaso viene affrontato in salita. Percorrendolo al contrario, lo stesso tratto diventa una discesa piuttosto ripida, che può essere meno piacevole e più delicata, soprattutto con terreno umido o scivoloso. Anche la parte finale da Barbagelata alla Scoglina risulta nel complesso più semplice da gestire.
Il senso di marcia da seguire è quindi:
Passo della Scoglina → sorgenti dell’Aveto → Acquapendente → vetta e rifugio → Barbagelata → Passo della Scoglina.
Lunghezza, dislivello, tempi e difficoltà
Per l’anello del Monte Caucaso dal Passo della Scoglina si possono considerare questi dati indicativi:
- Distanza: circa 10 chilometri
- Dislivello positivo: circa 420 metri
- Altitudine di partenza: 926 metri
- Altitudine massima: 1.245 metri
- Tempo di cammino: circa 3 ore
- Difficoltà: E, escursionistica
- Segnavia principali: tre pallini rossi, triangolo rosso e Alta Via dei Monti Liguri
Considererei però almeno 3 ore e mezza o 4 ore complessive per percorrerlo con calma, fermarsi nei punti panoramici e fare una pausa in vetta o al rifugio.
Distanza e dislivello possono cambiare leggermente in base alla traccia scelta per chiudere l’anello, soprattutto nel tratto tra Barbagelata e il Passo della Scoglina. Alcuni percorsi seguono maggiormente la strada asfaltata, altri utilizzano i sentieri e le piste nel bosco. Per questo è meglio interpretare i dati come indicativi e avere con sé una mappa o una traccia GPS.

Monte Caucaso da Barbagelata: il percorso più breve
Per chi non ha tempo di completare l’anello del Monte Caucaso, la partenza da Barbagelata è l’alternativa più semplice. Si raggiungono comunque la vetta e il rifugio, ma seguendo un sentiero più breve, con poco dislivello e senza particolari difficoltà tecniche.
È il percorso che ho scelto io, proprio perché avevo solo poche ore a disposizione. Alla fine si è rivelata una bellissima escursione: la maggior parte del cammino si svolge all’interno di una faggeta splendida e, dopo un percorso piuttosto semplice, si arriva in un punto panoramico che sembra completamente diverso dal bosco appena attraversato.
Il sentiero nella faggeta da Barbagelata
Il sentiero per il Monte Caucaso parte poco fuori da Barbagelata. Arrivando dal paese e procedendo in direzione del Passo della Scoglina, bisogna superare le ultime case e continuare per circa 500 metri fino a incontrare, sulla destra, una strada sterrata nei pressi di un monumento dedicato alla lotta partigiana.

Proprio di fronte alla partenza del sentiero si trova una piazzola nella quale lasciare l’auto. All’inizio dello sterrato sono presenti anche i cartelli con le indicazioni per il Rifugio Monte Caucaso. Subito in prossimità della partenza la strada si biforca: il ramo di destra segue l’Alta Via dei Monti Liguri, mentre per salire verso il Caucaso, alla biforcazione, si mantiene la sinistra, seguendo le indicazioni per il Monte Caucaso e il rifugio.

Superata la sbarra che impedisce il passaggio ai veicoli, si entra quasi subito nel bosco. Il primo tratto segue un’ampia strada sterrata, con qualche leggero saliscendi ma senza vere difficoltà. Dopo circa un chilometro si incontra, sulla destra, la zona delle sorgenti dell’Aveto; poco più avanti si passa accanto a un altro monumento dedicato alla Resistenza.

Da qui inizia la parte che mi è piaciuta di più. Lo sterrato prosegue dolcemente all’interno di una faggeta molto fitta, circondata da alberi altissimi e particolarmente fresca anche in estate. Il sentiero è largo, evidente e semplice da seguire: per buona parte del percorso si cammina senza quasi accorgersi della salita.
Dopo il lungo tratto pianeggiante, la strada sterrata si restringe e lascia spazio a un sentiero più irregolare, che continua nel bosco tra radici e faggi. La pendenza aumenta, ma resta assolutamente gestibile. Tra gli alberi comincia anche a comparire la cima del Monte Caucaso, riconoscibile dalla piccola cappelletta bianca.

Uscendo dalla faggeta il paesaggio cambia all’improvviso. Il sentiero raggiunge il dorso della montagna, con una vista molto più aperta sulla Val Fontanabuona e sul Golfo del Tigullio. Da qui resta soltanto l’ultima salita verso la vetta.
Per affrontarla si può seguire lo sterrato sulla sinistra, un po’ più lungo ma meno ripido, oppure prendere la traccia più diretta sulla destra. Quest’ultima sale in maniera decisa, ma il tratto è davvero breve. Entrambe le strade portano alla cima del Monte Caucaso, dove si trova la cappelletta; il rifugio è poco più in basso, sul versante meridionale.

Andata e ritorno da Barbagelata
Una volta raggiunti la vetta e il Rifugio Monte Caucaso, si può proseguire e collegarsi agli altri sentieri per completare l’anello, oppure tornare a Barbagelata seguendo esattamente lo stesso percorso dell’andata.
Io ho scelto questa seconda soluzione. Avevo poco tempo e, dovendo ancora affrontare diversi chilometri in moto, ho preferito evitare di allungare l’escursione. Il sentiero del ritorno è facile da seguire e consente di rientrare senza dover affrontare bivi complicati o tratti su strada asfaltata.
L’andata e ritorno da Barbagelata è quindi una buona scelta per chi:
- cerca il percorso più facile per il Monte Caucaso;
- ha a disposizione soltanto mezza giornata;
- preferisce un sentiero evidente e senza passaggi tecnici;
- vuole raggiungere la vetta e il rifugio senza completare l’anello;
- non è particolarmente allenato, ma è abituato a camminare.
È un’escursione semplice, ma non la definirei una passeggiata completamente pianeggiante. La salita si sente soprattutto nell’ultimo tratto nel bosco e nella breve rampa che precede la vetta. Nel complesso, però, le pendenze sono moderate e distribuite bene lungo il percorso.
Tempi, dislivello e difficoltà da Barbagelata
Per il trekking al Monte Caucaso da Barbagelata, con ritorno lungo lo stesso sentiero, si possono considerare questi dati indicativi:
- Distanza complessiva: circa 7-8 chilometri
- Dislivello: circa 200 metri, oltre ai piccoli saliscendi
- Tempo di cammino: circa 2 ore e 30 minuti
- Quota di partenza: circa 1.110 metri
- Quota della vetta: circa 1.245 metri
- Difficoltà: T, turistica
- Segnavia: triangolo rosso e quadrato rosso
Le fonti indicano tra 3,5 e 4 chilometri e circa un’ora o un’ora e mezza per raggiungere la cima. Per l’andata e ritorno considererei però almeno due ore e mezza, senza contare una sosta lunga al rifugio o in vetta.
È il percorso più breve per salire sul Monte Caucaso, ma permette comunque di attraversare la faggeta, raggiungere il rifugio e godersi il panorama dalla cima. Per chi ha poco tempo, è difficile chiedere di più.

Monte Caucaso da Neirone: il percorso più impegnativo
Partire da Neirone significa affrontare il Monte Caucaso da molto più in basso rispetto alla Scoglina o a Barbagelata. Il dislivello aumenta parecchio e quella che negli altri casi è un’escursione di poche ore diventa un trekking più lungo, da affrontare con un buon allenamento e con buona parte della giornata a disposizione.
Il vantaggio è che il percorso permette di vedere ambienti molto diversi: si parte dal paese, si attraversano vecchie mulattiere e boschi di castagni, si sale verso Case Faggio Rotondo e si raggiunge infine la cresta nord-occidentale del Monte Caucaso, da cui si continua fino alla vetta e al rifugio.
Come si sviluppa il sentiero da Neirone
Il percorso inizia nella piazzetta dietro la chiesa parrocchiale di Neirone, dove è possibile lasciare l’auto. Da qui si sale lungo una scalinata tra le case, seguendo il segnavia FIE formato da un rombo rosso vuoto.
Dopo aver attraversato un paio di volte la strada, si esce dal paese e si imbocca una vecchia mulattiera delimitata da muri a secco. Il sentiero risale il versante all’interno di un bosco di castagni, tra terrazzamenti, casolari e antiche costruzioni rurali.
Si arriva quindi a un piccolo pianoro con alcune case, a circa 680 metri di quota. Da qui si piega a sinistra, si attraversa un prato e si riprende a salire nel bosco. La pendenza aumenta e il sentiero diventa in alcuni punti meno evidente, soprattutto tra la vegetazione e nei pressi delle vecchie costruzioni.
Il percorso raggiunge poi Case Faggio Rotondo, a circa 880 metri di altitudine. Dopo un breve tratto pianeggiante si torna a salire, prima nella boscaglia e poi tra felci e pendii più aperti, fino a incontrare il sentiero che attraversa il versante sud-occidentale del Monte Caucaso.
Seguendolo verso sinistra si raggiunge la cresta nord-occidentale. Da qui la salita continua tra i faggi lungo il filo del crinale, con tratti panoramici alternati ad altri più ripidi. Si passa prima dall’anticima, segnalata da una croce, si scende brevemente a una sella e si affronta l’ultima salita verso la vetta principale, dove si trova la cappelletta. Il Rifugio Monte Caucaso è situato poco più in basso, sul versante meridionale.
Per tornare a Neirone si può scendere dalla stessa strada oppure completare un anello. In quest’ultimo caso, dalla sella sotto la vetta si segue la cresta settentrionale, indicata dal triangolo rosso pieno, fino al Passo del Gabba. Qui si prende sulla sinistra la mulattiera contrassegnata dal quadrato rosso pieno, che scende nel bosco fino alla strada asfaltata. Si attraversa quindi Corsiglia e si rientra a Neirone, in parte lungo la strada e in parte sfruttando vecchie mulattiere e scalinate.
Lungo questa variante è consigliabile avere una mappa o una traccia GPS se non pratici della zona (vedi il percorso Neirone-Monte Caucaso su Komoot). Il percorso segue sentieri segnalati, ma in alcuni tratti dopo Case Faggio Rotondo e durante l’avvicinamento alla cresta le indicazioni possono essere più rade e la traccia meno immediata da individuare.

A chi è consigliata la salita da Neirone
Il trekking sul Monte Caucaso da Neirone è indicato soprattutto a chi è già abituato a camminare per diverse ore e ad affrontare dislivelli importanti.
Non presenta passaggi alpinistici, ma richiede più impegno fisico rispetto all’anello dalla Scoglina e, soprattutto, al percorso facile da Barbagelata. La salita è lunga, parte da una quota molto più bassa e comprende alcuni tratti ripidi e meno evidenti.
È quindi la scelta giusta per chi cerca:
- un’escursione che occupi gran parte della giornata;
- un percorso con un dislivello consistente;
- una salita più allenante;
- un itinerario meno immediato e più vario;
- un trekking che parta direttamente dal fondovalle.
Non lo sceglierei invece come primo sentiero sul Monte Caucaso se si hanno poche ore a disposizione o se non si è abituati a camminare a lungo. In quel caso, Barbagelata o il Passo della Scoglina sono punti di partenza decisamente più adatti.
Distanza, dislivello, tempi e difficoltà
Per l’anello del Monte Caucaso da Neirone si possono prendere come riferimento questi dati:
- Distanza: circa 11,2 chilometri
- Dislivello positivo: circa 860 metri
- Quota di partenza: circa 340 metri
- Quota massima: circa 1.245 metri
- Tempo di cammino: circa 5 ore e 15 minuti
- Difficoltà: impegnativa, per escursionisti allenati
- Segnavia principali: rombo rosso vuoto, triangolo rosso pieno e quadrato rosso pieno
In questo caso è particolarmente importante considerare distanze e tempi come indicativi. Da Neirone esistono infatti più possibilità: si può raggiungere la vetta e tornare lungo lo stesso sentiero oppure chiudere l’anello passando dal Passo del Gabba e da Corsiglia. Inoltre, le tracce disponibili non seguono sempre esattamente gli stessi collegamenti e possono quindi avere lunghezze differenti.
Per organizzare l’escursione considererei comunque almeno sei ore complessive, tenendo conto delle pause, della sosta in vetta o al rifugio e del tempo eventualmente necessario per orientarsi nei tratti meno evidenti.

La vetta e il Rifugio Monte Caucaso
Qualunque sia il sentiero scelto, il punto di arrivo è lo stesso: la cima del Monte Caucaso, a circa 1.245 metri di altitudine, con la piccola cappelletta bianca e il rifugio poco più in basso.
Dopo aver camminato a lungo nel bosco, l’arrivo in vetta è probabilmente la parte più bella dell’escursione. Gli alberi si diradano, il panorama si apre quasi all’improvviso e nel giro di pochi minuti ci si ritrova a guardare dall’alto la Val Fontanabuona e buona parte della costa ligure.
Cosa si vede dalla cima del Monte Caucaso
Dalla vetta lo sguardo si apre soprattutto verso sud, sul Golfo del Tigullio, il Promontorio di Portofino e il mare. Nelle giornate più limpide la vista può spingersi molto più lontano, fino alle isole toscane, alla Corsica e, verso est, alle Alpi Apuane. Sul versante interno si distinguono invece le vallate e le cime dell’Appennino Ligure.
La cappelletta si trova proprio sulla sommità e rende la cima immediatamente riconoscibile già durante l’ultima parte della salita. Davanti si trova anche un piccolo altare in ardesia, mentre pochi metri più in basso, sul versante meridionale, si vede il tetto del Rifugio Monte Caucaso.
Io sono arrivata dalla faggeta di Barbagelata e il passaggio dal bosco al tratto finale mi è piaciuto moltissimo. Fino a poco prima si cammina tra faggi altissimi, quasi sempre all’ombra; poi il sentiero esce allo scoperto e davanti compare tutta la costa. Anche scegliendo il percorso più breve, l’arrivo non ha affatto il sapore di una soluzione di ripiego.

Il Rifugio Monte Caucaso
Il Rifugio Monte Caucaso si trova pochi metri sotto la cima, sul versante rivolto verso la Val Fontanabuona. È un piccolo rifugio costruito sui resti di una casermetta della Seconda guerra mondiale ed è anche una tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri.
Quando è aperto, è possibile fermarsi a mangiare e anche pernottare. Il rifugio è gestito tutto l’anno, con aperture solo nel weekend in inverno, e più frequenti dalla primavera all’autunno. Tuttavia ma aperture e servizi possono cambiare in base al periodo, alle condizioni meteorologiche e ai giorni della settimana.
Prima di organizzare il trekking contando sul pranzo al rifugio, conviene quindi verificare sempre l’apertura e prenotare, soprattutto durante il fine settimana. Lo stesso vale per un eventuale pernottamento.
Per informazioni e prenotazioni:
Maurizio Chenal 347 3011016
mauriziochenal@gmail.com
Oppure è possibile mandare un messaggio su WhatsApp tramite la pagina Facebook del Rifugio.
Anche senza fermarsi a mangiare, il rifugio resta una tappa naturale del percorso: si trova in una posizione molto panoramica ed è il posto giusto per riposarsi dopo la salita prima di iniziare il ritorno.

Quando fare il trekking sul Monte Caucaso
Il periodo migliore per fare trekking sul Monte Caucaso va indicativamente dalla primavera all’autunno. La scelta dipende soprattutto da ciò che si cerca e dalle condizioni dei sentieri nei giorni precedenti.
In primavera il bosco torna verde e lungo l’anello dalla Scoglina i corsi d’acqua e la cascata dell’Acquapendente possono essere più ricchi. Dopo diversi giorni di pioggia, però, bisogna mettere in conto terreno fangoso, pietre scivolose e guadi meno immediati da attraversare.
In estate la faggeta rende gran parte del percorso da Barbagelata piacevole e ombreggiato, anche nelle giornate calde. Gli ultimi tratti verso la vetta sono invece più aperti e assolati, quindi è meglio portare acqua a sufficienza.
L’autunno è probabilmente uno dei periodi più belli per attraversare la faggeta, soprattutto quando le foglie iniziano a cambiare colore. Va considerato però che il fondo può diventare scivoloso, in particolare nei tratti coperti di foglie, sulle radici e nelle discese più ripide.
In inverno l’escursione può cambiare completamente. Neve e ghiaccio rendono i sentieri più difficili e possono trasformare un percorso normalmente escursionistico in un itinerario che richiede esperienza e attrezzatura adeguata. Per chi cerca una camminata semplice, è quindi meglio evitare le giornate con condizioni invernali.
Per godersi davvero il panorama dalla cima conviene scegliere una giornata limpida e controllare le previsioni prima di partire. Con nuvole basse o foschia, infatti, si perde una delle parti più belle del trekking sul Monte Caucaso.

Confronto tra i percorsi per il Monte Caucaso
La scelta del sentiero dipende soprattutto da tre fattori: quanto tempo hai a disposizione, quanto sei allenato e che tipo di escursione vuoi fare. Tutti i percorsi portano alla stessa vetta, ma l’esperienza cambia parecchio a seconda del punto di partenza.
Qual è il percorso più facile per il Monte Caucaso?
Il percorso più facile è l’andata e ritorno da Barbagelata.
Il sentiero è abbastanza evidente, il dislivello è contenuto e la maggior parte del cammino si svolge su sterrata o all’interno della faggeta. Non ci sono passaggi tecnici e la salita diventa più decisa solo nell’ultimo tratto prima della vetta.
Questo non significa però che sia completamente pianeggiante o adatto automaticamente a chiunque. Si cammina comunque per circa due ore e mezza, con alcuni saliscendi e una breve salita finale più ripida. Per chi è abituato a camminare, però, resta senza dubbio la soluzione più semplice per raggiungere il Monte Caucaso e il rifugio.
Qual è il percorso più panoramico e completo?
L’anello del Monte Caucaso dal Passo della Scoglina è il percorso più completo.
Rispetto alla salita da Barbagelata, permette di attraversare ambienti più vari: faggete, piccoli corsi d’acqua, le sorgenti dell’Aveto, l’Acquapendente e i tratti più aperti vicino alla vetta. È anche l’itinerario che dà maggiormente la sensazione di fare un vero trekking ad anello, senza tornare lungo la stessa strada.
Non è difficile, ma richiede un po’ più di attenzione rispetto al percorso da Barbagelata, soprattutto nei tratti sassosi, nei guadi e durante la salita dall’Acquapendente verso la cima.
Quale percorso scegliere con poco tempo?
Con poco tempo a disposizione, sceglierei senza dubbio la partenza da Barbagelata con ritorno lungo lo stesso sentiero.
In circa due ore e mezza di cammino si riescono comunque ad attraversare la faggeta, raggiungere la vetta e fermarsi al Rifugio Monte Caucaso. È la soluzione migliore anche quando non si vuole affrontare l’anello completo o si preferisce un percorso semplice da seguire.
È stata la scelta che ho fatto io e, pur essendo la variante più breve, non dà affatto l’impressione di un’escursione incompleta.
Quale percorso scegliere per un trekking più impegnativo?
Per chi cerca un trekking più lungo e allenante, la scelta è il trekking al Monte Caucaso da Neirone.
Si parte da una quota molto più bassa e si affrontano circa 860 metri di dislivello positivo, con una salita lunga e alcuni tratti meno immediati da seguire. È un itinerario da considerare come una vera escursione di giornata, adatta a chi è già abituato a camminare per diverse ore.
Rispetto alla Scoglina e a Barbagelata richiede più allenamento, più tempo e maggiore attenzione all’orientamento, ma è anche il percorso che offre la salita più completa dal fondovalle alla vetta.

Come prepararsi all’escursione
I sentieri del Monte Caucaso non richiedono attrezzatura particolare, almeno nelle condizioni migliori, ma questo non significa che convenga affrontarli con scarpe poco adatte o senza controllare il meteo. Anche il percorso più facile si svolge quasi interamente su sterrato e sentiero, mentre l’anello dalla Scoglina comprende guadi, fondo sassoso e alcuni tratti più ripidi.
Abbigliamento e scarpe consigliate
Per tutti i percorsi consiglio scarpe da trekking o scarpe da trail con una buona suola. Da Barbagelata il fondo è generalmente comodo e il sentiero non presenta difficoltà tecniche, ma nella faggeta si cammina comunque tra terra, radici e qualche tratto sconnesso.
Sull’anello del Monte Caucaso dalla Scoglina le scarpe adatte diventano ancora più importanti. Il percorso attraversa più volte piccoli corsi d’acqua e comprende un tratto sassoso e ripido nei pressi dell’Acquapendente, che può risultare scivoloso dopo la pioggia.
Anche in estate porterei uno strato in più e una giacca antivento. Gran parte del percorso si sviluppa nel bosco, ma la vetta è aperta ed esposta e la temperatura può essere molto diversa rispetto a quella trovata alla partenza. Una protezione leggera dalla pioggia è sempre utile, soprattutto se le previsioni non sono completamente stabili.
Per la salita da Neirone, più lunga e con alcuni tratti meno evidenti, aggiungerei anche dei bastoncini da trekking: non sono indispensabili, ma possono aiutare sia durante la salita sia nella discesa.
Acqua e cibo
Lungo i sentieri si incontrano le sorgenti dell’Aveto e diversi piccoli corsi d’acqua, ma non saprei dare indicazioni sufficienti sulla potabilità. Per questo è meglio non considerarli punti sicuri di rifornimento e portare con sé tutta l’acqua necessaria.
La quantità dipende naturalmente dal percorso, dalla stagione e dalle temperature. Per l’andata e ritorno da Barbagelata può bastare una scorta adatta a poche ore di cammino, mentre per la salita da Neirone serve organizzarsi per una giornata molto più lunga.
Quando il Rifugio Monte Caucaso è aperto è possibile fermarsi a mangiare, ma non partirei contando esclusivamente su questa possibilità. Aperture e servizi possono cambiare e vanno verificati prima dell’escursione. Conviene quindi avere sempre nello zaino almeno uno spuntino e qualcosa da mangiare in caso di necessità.
Segnaletica, mappe e traccia GPX
Il sentiero da Barbagelata è il più semplice da seguire. Si sviluppa prevalentemente lungo una sterrata evidente, senza deviazioni particolarmente complicate, e utilizza i segnavia rossi che conducono verso la vetta.
L’anello dalla Scoglina richiede un po’ più di attenzione perché lungo il percorso cambiano i segnavia. Si parte seguendo i tre pallini rossi verso le sorgenti dell’Aveto e l’Acquapendente, si prosegue con il triangolo rosso verso il rifugio e si utilizza infine un tratto dell’Alta Via dei Monti Liguri per rientrare al passo.
La salita da Neirone è quella per cui una traccia GPX diventa più importante. Nella seconda parte dell’itinerario e lungo alcune varianti di discesa i segnavia possono essere radi o poco evidenti, mentre in alcuni bivi la direzione non è immediata.
In tutti i casi consiglio di scaricare la mappa o la traccia sul telefono prima di partire, in modo da poterla consultare anche senza connessione. La segnaletica può essere sufficiente per orientarsi, ma non dovrebbe essere l’unico strumento a disposizione, soprattutto se si percorre l’anello per la prima volta.

Il Monte Caucaso è adatto a bambini e cani?
Dipende soprattutto dal percorso scelto. Dire che il trekking sul Monte Caucaso è adatto a tutti sarebbe troppo generico: l’andata e ritorno da Barbagelata e la salita da Neirone portano alla stessa vetta, ma richiedono impegno e tempi completamente diversi.
Trekking sul Monte Caucaso con bambini
Il sentiero più indicato per una famiglia è quello da Barbagelata, con ritorno lungo la stessa strada.
La maggior parte del percorso si svolge su una sterrata ampia e ben riconoscibile, all’interno della faggeta, con un dislivello contenuto e senza passaggi tecnici. La salita diventa più evidente soltanto nella parte finale. L’itinerario è infatti classificato come turistico dalle fonti escursionistiche consultate.
Resta comunque un’escursione di circa 7-8 chilometri tra andata e ritorno. Prima di sceglierla bisogna quindi considerare l’età dei bambini e, soprattutto, la loro abitudine a camminare. Per un bambino che fa già escursioni può essere un percorso piacevole e tranquillamente alla portata; per chi non è abituato, la distanza e l’ultima salita potrebbero risultare faticose.
L’anello dalla Scoglina è più vario, ma comprende piccoli guadi, tratti sassosi e una salita ripida dopo l’Acquapendente. Può essere adatto a ragazzi già abituati ai sentieri, mentre non lo sceglierei come prima escursione con bambini piccoli.
La salita da Neirone, per lunghezza e dislivello, non è invece una proposta familiare generica: può essere affrontata soltanto con ragazzi allenati e già abituati a escursioni di diverse ore.
Trekking sul Monte Caucaso con il cane
Anche con il cane, il percorso più semplice da gestire è quello da Barbagelata. Il sentiero è largo per buona parte del tragitto, attraversa il bosco e non presenta i guadi o i tratti più sconnessi dell’anello dalla Scoglina.
Questo non significa però che non servano alcune attenzioni. Il giro completo di andata e ritorno misura circa 7-8 chilometri, quindi va valutato in base all’età, alla salute e all’abitudine del cane a camminare. In estate la faggeta offre molta ombra, ma l’ultimo tratto e la zona della vetta sono esposti al sole.
Porterei sempre acqua anche per il cane, senza fare affidamento sulle sorgenti o sui torrenti incontrati lungo il percorso. È inoltre prudente tenerlo al guinzaglio, soprattutto nei tratti nel bosco, in prossimità di altri escursionisti e nella zona del rifugio.
L’anello dalla Scoglina è percorribile con un cane abituato ai trekking, ma richiede più attenzione nei guadi, sul fondo sassoso e durante la salita dall’Acquapendente. La variante da Neirone, invece, va valutata come un’escursione impegnativa anche per l’animale, considerando sia il dislivello sia la durata complessiva.

Come arrivare agli imbocchi dei sentieri per il Monte Caucaso
Il Monte Caucaso si trova nell’Appennino Ligure, tra la Val Fontanabuona, la Val Trebbia e la Val d’Aveto. I tre punti di partenza principali si raggiungono in auto, ma non sono equivalenti: Neirone si trova nel fondovalle, mentre il Passo della Scoglina e Barbagelata sono già a una quota elevata e richiedono di percorrere strade di montagna con numerose curve.
Prima di partire consiglio di impostare sul navigatore il punto esatto da cui comincia il sentiero, non semplicemente “Monte Caucaso”. In base al percorso scelto, la destinazione dovrà essere Passo della Scoglina, Barbagelata oppure Neirone.
Come arrivare al Passo della Scoglina
Il Passo della Scoglina si trova a 926 metri di altitudine, lungo la strada che collega la Val Fontanabuona con l’alta Val d’Aveto.
Arrivando dalla costa o dalla Val Fontanabuona, si risale la valle fino a Favale di Malvaro e da qui si seguono le indicazioni per il Passo della Scoglina. Raggiunto il valico, si lascia l’auto negli spazi presenti ai lati della strada, vicino ai pannelli e ai tavoli da picnic da cui parte il sentiero dell’anello del Monte Caucaso.
Chi arriva dalla Val Trebbia può invece raggiungere Montebruno, salire a Barbagelata e proseguire fino al Passo della Scoglina. Anche dalla Val d’Aveto è possibile arrivare al passo passando per Parazzuolo e Barbagelata.
La strada è asfaltata, ma nell’ultimo tratto è una normale strada di montagna: stretta in alcuni punti, con molte curve e tempi di percorrenza più lunghi di quanto possa far pensare la distanza. In inverno o dopo nevicate è bene verificare preventivamente le condizioni della viabilità.
Come arrivare a Barbagelata
Barbagelata si raggiunge attraverso la Strada Provinciale 56, che collega il paese con la Val Fontanabuona, la Val Trebbia e la Val d’Aveto.
Dalla Val Fontanabuona si sale verso Favale di Malvaro, si raggiunge il Passo della Scoglina e si svolta in direzione di Barbagelata. Dalla Val Trebbia si arriva invece passando per Montebruno, mentre dalla Val d’Aveto si può salire da Parazzuolo.
Per iniziare il sentiero più breve verso il Monte Caucaso non è necessario entrare nel centro del paese. Il punto di partenza si trova lungo la strada tra Barbagelata e il Passo della Scoglina, nei pressi del monumento dedicato alla Resistenza e della sterrata chiusa al traffico che sale verso il rifugio.
Lungo questo tratto si trovano alcuni piccoli spazi a bordo strada dove lasciare l’auto. Non si tratta però di un vero parcheggio ampio e organizzato, quindi nei fine settimana conviene arrivare con un po’ di anticipo e fare attenzione a non ostacolare il passaggio.
Anche in questo caso l’ultimo tratto si svolge su strade di montagna strette e tortuose. Barbagelata si trova a oltre 1.100 metri di quota e, pur non essendo lontana in linea d’aria dalla costa, richiede più tempo di quanto possa sembrare guardando soltanto i chilometri.

Come arrivare a Neirone
Neirone si trova in Val Fontanabuona e si raggiunge seguendo la strada che risale la valle in direzione di Gattorna. Da Gattorna bisogna imboccare la strada per Neirone e proseguire fino al centro del paese.
La salita al Monte Caucaso parte dalla zona della chiesa parrocchiale. Le indicazioni escursionistiche collocano il punto di partenza nella piazzetta dietro la chiesa, da cui si imbocca la scalinata tra le case seguendo il rombo rosso vuoto.
Rispetto alla Scoglina e a Barbagelata, Neirone è più semplice da raggiungere e si trova a una quota molto più bassa. Questo rende più breve l’avvicinamento in auto, ma comporta naturalmente un trekking molto più lungo e con un dislivello maggiore.
Di fronte alla chiesa di San Maurizio si trova un parcheggio pubblico con spazio indicativamente per una decina di auto. Nei giorni più frequentati è comunque meglio arrivare presto. È importante lasciare l’auto senza intralciare gli accessi alle abitazioni e verificare sul posto eventuali indicazioni o divieti.
Hai già fatto uno di questi percorsi? Raccontami la tua esperienza nei commenti e, se hai trovato utile questa guida, condividila con chi potrebbe voler scoprire il Monte Caucaso.